McDonald’s a Borgo delle Rose, un altro fast food nel cemento: ma il verde può ancora aspettare?

Parte l’iter urbanistico per il nuovo fast food. Mentre avanzano i progetti commerciali, torna il dibattito sul consumo di suolo e sulla carenza di spazi verdi in una delle aree più urbanizzate di Ivrea.

Il nuovo McDonald’s di Borgo delle Rose entra nella fase della consultazione pubblica, ma il progetto riaccende una domanda che molti cittadini si pongono da tempo: la città ha davvero bisogno di un altro insediamento commerciale oppure sarebbe il momento di investire in parchi, aree alberate e luoghi di aggregazione?

L’iter urbanistico per la realizzazione del nuovo McDonald’s nell’area di Borgo delle Rose è ufficialmente partito. Il Piano esecutivo convenzionato (Pec) è stato depositato e resterà in consultazione pubblica per trenta giorni, durante i quali cittadini e portatori di interesse potranno presentare osservazioni prima dell’approvazione definitiva da parte della Giunta comunale.

Dal punto di vista amministrativo si tratta di un passaggio previsto dalla normativa. Dal punto di vista urbanistico, però, il progetto riapre un tema che da anni accompagna le trasformazioni della città: quale modello di sviluppo si vuole costruire per Ivrea?

Borgo delle Rose è già oggi una delle zone con la più alta concentrazione di attività commerciali del territorio. Supermercati, punti vendita specializzati, negozi e servizi si susseguono a breve distanza gli uni dagli altri, creando un polo commerciale sempre più esteso. Con l’arrivo di un nuovo fast food internazionale, il rischio percepito da una parte della cittadinanza è quello di assistere all’ennesimo tassello di una crescita orientata quasi esclusivamente al commercio.

A suscitare interrogativi è soprattutto il rapporto tra superfici costruite e spazi destinati alla qualità della vita. In una città che affronta estati sempre più calde e in cui si parla con insistenza di adattamento climatico, molti si chiedono se la priorità debba continuare a essere quella di realizzare nuovi insediamenti commerciali oppure di recuperare aree verdi, piantumare alberi e creare luoghi di socialità all’aperto.

Le aree verdi non rappresentano soltanto un elemento estetico. Sono fondamentali per mitigare le temperature, migliorare la qualità dell’aria, assorbire l’acqua piovana e offrire spazi di incontro per famiglie, bambini e anziani. In molte città italiane ed europee le amministrazioni stanno investendo proprio in questa direzione, cercando di riequilibrare decenni di urbanizzazione intensa.

Il progetto del nuovo McDonald’s comprende, come previsto dai piani attuativi, opere di urbanizzazione e sistemazioni esterne. Resta però aperto il dibattito sull’equilibrio complessivo tra funzioni commerciali e spazi pubblici: per molti cittadini non è tanto il singolo intervento a preoccupare, quanto la progressiva concentrazione di attività private nella stessa area, senza un parallelo incremento di parchi, alberature e servizi collettivi.

Nei prossimi trenta giorni sarà possibile presentare osservazioni al Piano. Sarà quella l’occasione per un confronto pubblico non solo sul nuovo ristorante, ma anche sulla visione di città che Ivrea intende perseguire nei prossimi anni. Perché ogni nuova costruzione non è soltanto un investimento economico: è anche una scelta che contribuisce a disegnare il volto della città del futuro.

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