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Crans-Montana: l’esempio marchigiano per locali sicuri

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La recente tragedia di Capodanno a Crans-Montana, con il devastante bilancio di oltre quaranta giovani vite spezzate, riporta prepotentemente al centro del dibattito pubblico l’imperativo di garantire ambienti di intrattenimento sicuri e controllati.

Un tema che, nelle Marche, ha trovato espressione legislativa di particolare significato, rappresentando un esempio virtuoso che potrebbe fungere da modello a livello nazionale.
La Legge Regionale marchigiana, nata come risposta diretta alla sciagura avvenuta nell’ormai tristemente nota discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo nell’ottobre del 2018, dove persero la vita cinque adolescenti e una madre, si prefigge di definire criteri rigorosi per la gestione dei locali di pubblico spettacolo.

L’iniziativa, promossa con convinzione dall’ex Presidente del Consiglio regionale Dino Latini, non si limita a una mera elencazione di regole, ma si propone come strumento di responsabilizzazione per tutti gli attori coinvolti: gestori, forze dell’ordine, personale di controllo e, soprattutto, giovani e famiglie.

La drammatica ricorrenza della tragedia di Corinaldo, commemorata ogni 8 dicembre come “Giornata Regionale per il Diritto al Divertimento in Sicurezza”, sottolinea l’importanza di una cultura della prevenzione e della consapevolezza.

La legge marchigiana, approvata all’unanimità dall’Assemblea Legislativa nel 2021, introduce un sistema di controlli più stringenti, che comprende verifiche periodiche degli impianti, l’obbligo di personale qualificato addetto alla sicurezza, la regolamentazione della densità di persone ammesse e l’implementazione di misure per prevenire il consumo di alcol e sostanze stupefacenti.
Oltre alle rigide prescrizioni tecniche e operative, la legge si pone come volano per un processo di riflessione collettiva, incentivando un dialogo costruttivo tra le istituzioni, le associazioni di categoria e la società civile.

L’obiettivo è favorire una maggiore trasparenza e un coordinamento efficace tra le autorità competenti, promuovendo una cultura della sicurezza che coinvolga attivamente tutti i soggetti interessati.
La legge marchigiana non è solo un atto normativo, ma un messaggio chiaro: il diritto al divertimento non può essere esercitato a discapito della sicurezza e della dignità umana.
L’esempio offerto dalle Marche può ispirare altre regioni e il governo nazionale a perseguire politiche più rigorose e proattive per proteggere i giovani e prevenire tragedie simili a quella che ha colpito Crans-Montana, un monito doloroso che esige un impegno concreto e duraturo.

L’importanza di un’informazione accurata e di un’educazione alla responsabilità, rivolta sia ai giovani che ai genitori, emerge come elemento cruciale per garantire un futuro in cui il divertimento possa essere sinonimo di sicurezza e serenità.

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