Nel cuore del territorio fabrianese, un’operazione dei Carabinieri dell’Aliquota Operativa ha portato alla luce una situazione allarmante, rivelando un deposito clandestino di armi e sostanze stupefacenti all’interno di un’abitazione.
La perquisizione, eseguita a seguito di indagini in corso, ha coinvolto una donna di 56 anni, priva di precedenti penali, che ora si trova ad affrontare accuse di grave natura.
L’ispezione ha portato al sequestro di un fucile a pompa Winchester, un’arma da caccia modificata e detenuta in palese violazione di legge.
La sua presenza, unita alla scoperta di diciassette munizioni militari di grosso calibro (7,62x51mm), rappresenta una potenziale minaccia alla sicurezza pubblica, data la loro natura e la loro non tracciabilità presso le autorità competenti.
L’assenza di denuncia di queste munizioni solleva interrogativi sulla loro provenienza e sull’eventuale coinvolgimento in attività illecite.
Oltre all’arsenale improvvisato, la ricerca ha portato alla luce una quantità di sostanze stupefacenti: 2,5 grammi di cocaina e 0,60 grammi di hashish, evidentemente destinati al consumo personale.
La segnalazione alla Prefettura di Ancona, sebbene formalizzata come assuntrice, potrebbe aprire ulteriori indagini per chiarire la rete di approvvigionamento e la possibile connessione con circuiti di spaccio più ampi.
Le armi e le munizioni sequestrate saranno sottoposte a scrupolosi esami balistici e improntali, con l’obiettivo di accertarne la storia, individuare eventuali precedenti utilizzi in episodi criminali e ricostruire il percorso che le ha portate in possesso dell’indagata.
Questo tipo di analisi scientifica è cruciale per collegare l’arma a specifici reati e fornire elementi probatori concreti.
L’episodio sottolinea la necessità di un controllo sempre più rigoroso sulle armi da fuoco, anche quelle di caccia, e l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno dello spaccio di stupefacenti, che spesso si intreccia con la detenzione illegale di armi.
La tutela della legalità e la prevenzione di reati violenti rappresentano priorità assolute per le forze dell’ordine, impegnate a garantire la sicurezza dei cittadini.
Il caso in questione alimenta il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli e di adottare misure più incisive per contrastare il traffico di armi e di sostanze stupefacenti, elementi spesso associati a dinamiche criminali complesse e pericolose.








