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Nuovo corso per le Università Marchigiane: Mc Court alla guida del Comitato.

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Il passaggio di consegne alla guida del Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane segna una nuova fase per il sistema universitario regionale.

John Mc Court, Rettore dell’Università di Macerata, assume la presidenza, succedendo a Gian Luca Gregori, ex Rettore della Politecnica delle Marche.
Questa nomina, più che una mera formalità amministrativa, riflette l’urgenza di un’azione concertata e di una visione condivisa per il futuro del sapere e della ricerca nelle Marche.

Il Comitato, che riunisce le massime autorità degli atenei regionali, con la partecipazione attiva della Regione Marche e di rappresentanti studenteschi, si configura come la piattaforma strategica per la definizione di politiche comuni.
L’approvazione dell’offerta didattica per l’anno accademico 2026-27, già avvenuta, testimonia l’impegno a garantire un’offerta formativa aggiornata e rispondente alle esigenze del territorio.
Mc Court, nel suo discorso di accettazione, ha evidenziato la volontà di elevare il livello del coordinamento.
L’obiettivo è trasformare il patrimonio intellettuale delle quattro università marchigiane – istituzioni solide, complementari e di elevata qualità – in un vero e proprio motore di sviluppo per la regione.

Questa sinergia, se gestita con lungimiranza, può attrarre studenti, ricercatori e finanziamenti, incrementando la competitività delle Marche a livello nazionale e internazionale.
Tuttavia, il Rettore non ha mancato di sottolineare le sfide complesse che attendono il sistema universitario.

Il declino demografico, l’espansione incontrollata delle università online, e le persistenti difficoltà socio-economiche regionali impongono un approccio proattivo e una risposta unitaria.
Le università, in questo contesto, devono superare il ruolo di semplici erogatrici di istruzione, assumendo una funzione strategica di propulsione culturale, sociale ed economica.

La collaborazione con la Regione Marche, il dialogo con il mondo della scuola, la stretta cooperazione con enti come Erdis, e l’ascolto attivo della rappresentanza studentesca sono elementi imprescindibili per tradurre le ambizioni in risultati tangibili.
Innovazione, digitalizzazione, inclusione, attrattività per le nuove generazioni, qualità dei servizi, e diritto allo studio rappresentano le priorità condivise che necessitano di investimenti mirati e di politiche integrate.
In particolare, la mobilità, e in modo più ampio, la connettività e i trasporti, si rivelano cruciali per garantire l’accesso all’istruzione superiore, soprattutto per gli studenti pendolari.
Una rete di trasporti efficiente e accessibile è un prerequisito fondamentale per favorire la partecipazione alla vita universitaria e per promuovere l’integrazione sociale e culturale.

Il futuro delle Marche, in definitiva, si gioca anche e soprattutto nelle aule universitarie e nelle strade che le collegano.

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