Un atto di protesta contro le violazioni del diritto internazionale e le aggressioni subite dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela si terrà ad Ancona, sabato 10 gennaio alle ore 18:00, in Piazza del Plebiscito.
L’iniziativa, promossa da Potere al Popolo e dal sindacato USB, si configura come una denuncia esplicita di un’escalation di azioni militari e politiche che minacciano la sovranità venezuelana e destabilizzano la regione.
Al centro della protesta vi è la condanna di attacchi aerei e bombardamenti, configurabili come crimini di guerra, che mirano a destabilizzare il governo legittimo e a sottrarre al popolo venezuelano il controllo delle proprie risorse naturali, in particolare il petrolio, cruciale per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Queste azioni, lungi dall’essere eventi isolati, si inseriscono in un contesto storico di interventi esterni che hanno caratterizzato la regione, spesso mascherati da presunte preoccupazioni umanitarie o dalla difesa della democrazia.
La protesta non si limita a denunciare le azioni militari dirette, ma intende analizzare le dinamiche geopolitiche più ampie che le rendono possibili.
Si tratta di un’analisi che riconosce il ruolo degli Stati Uniti, e delle loro politiche esterne, come fattori determinanti in questa crisi.
L’espressione “cortile di casa”, attribuita a dichiarazioni ufficiali di esponenti statunitensi, rivela una visione imperialista che considera determinate aree del mondo come zone d’influenza, da sottoporre al controllo economico e politico, a prescindere dalla volontà dei popoli che le abitano.
La manifestazione intende quindi sollevare interrogativi cruciali sul diritto internazionale, sulla sovranità nazionale, sull’autodeterminazione dei popoli e sulle responsabilità delle potenze globali.
Si propone di creare uno spazio di riflessione e di azione solidale verso il Venezuela, promuovendo la consapevolezza delle complesse dinamiche che plasmano il panorama internazionale e invitando a una riflessione critica sui modelli di sviluppo e sulle relazioni di potere che ne sono alla base.
La protesta si pone come un appello alla costruzione di un mondo più giusto e rispettoso della diversità, in cui il diritto internazionale sia applicato in modo equo e imparziale, a tutela dei diritti umani e della sovranità di tutte le nazioni.







