Nel corso del 2025, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Ancona ha gestito un complesso panorama di provvedimenti amministrativi e collaborativo con le autorità giudiziarie, culminando nell’esecuzione di 56 rimpatri effettivi, in adempimento a prescrizioni legali e internazionali.
Parallelamente, sono stati curati 37 accompagnamenti presso Centri di Permanenza per i Rimpatri, luoghi di transito regolamentato in attesa della procedura di espulsione.
Significativo risulta anche il numero di 107 ordinanze emesse dal Questore Cesare Capocasa, imposte a soggetti stranieri irregolari e che prevedevano l’obbligo di lasciare il Territorio Nazionale entro una settimana, una misura precauzionale volta a prevenire potenziali rischi per l’ordine pubblico.
L’attività di contrasto all’immigrazione irregolare, pervasa da un approccio proattivo e mirato, ha visto l’inizio del 2026 con un rimpatrio particolarmente emblematico: un cittadino peruviano di 35 anni, giunto in Italia in condizioni di irregolarità, è stato accompagnato alla sua nazione d’origine.
L’operazione, eseguita con precisione dagli agenti della Questura di Ancona, ha seguito un protocollo ben definito: l’individuazione del soggetto sul territorio, la conduzione presso l’Ufficio Immigrazione e la successiva notifica del provvedimento di accompagnamento immediato alla frontiera, formalmente disposto dal Questore Capocasa.
Il trasferimento via aerea da Fiumicino ha finalizzato il rimpatrio, siglando un tassello nell’impegno costante delle forze dell’ordine.
“La rimozione del territorio da parte dello Stato nei confronti di individui stranieri in situazione di irregolarità, soprattutto quando questi rappresentano un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica, è uno strumento essenziale per preservare l’integrità del tessuto sociale e per garantire la convivenza pacifica”, ha dichiarato il Questore Capocasa.
Questa azione, lungi dall’essere un semplice atto amministrativo, si configura come un elemento cruciale di una strategia più ampia, volta a tutelare la legalità e a prevenire fenomeni di criminalità connessi all’immigrazione clandestina.
La Polizia di Stato mantiene un livello di vigilanza elevato, concentrando i propri sforzi verso coloro che, pur trovandosi in condizione di irregolarità, manifestano comportamenti pericolosi o attuano azioni che turbano l’ordine pubblico.
L’obiettivo non è solo quello di eseguire le disposizioni di legge, ma anche di interpretare le dinamiche migratorie, individuando le cause profonde e adottando misure preventive per mitigare i rischi e favorire un’integrazione più efficace di coloro che desiderano intraprendere un percorso legale nel nostro Paese.
La complessità del fenomeno richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga istituzioni, associazioni e comunità locali, al fine di costruire un sistema di accoglienza e di gestione dei flussi migratori che sia equo, sostenibile e rispettoso dei diritti fondamentali di ogni persona.








