Un’operazione di vasta portata ha portato al sequestro preventivo di un parcheggio di superficie di 7.500 metri quadrati situato nel cuore del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, in territorio di Genga (Ancona).
L’area, di pregevole valore ambientale, archeologico e idrogeologico, è oggetto di tutela a più livelli e la realizzazione del parcheggio, avviata nel mese di aprile, solleva pesanti interrogativi sulla conformità urbanistica e sulla legittimità degli interventi.
L’intervento, condotto dai Carabinieri Forestali dei Nuclei di Genga-Frasassi, con il supporto tecnico dei militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Arcevia, ha visto l’esecuzione di una serie di attività che hanno profondamente alterato l’assetto originario del sito.
Si tratta di un’operazione complessa, che ha comportato il de-corticamento superficiale del terreno e l’abbattimento di vegetazione arborea ed arbustiva, con materiali poi accumulati lungo la sponda sinistra del torrente Sentino.
Queste modifiche invasive, secondo le accuse mosse dall’autorità giudiziaria, sono state realizzate in violazione di una pluralità di normative di tutela, generando un impatto significativo sull’ecosistema locale.
L’inchiesta, condotta sotto la direzione del Giudice per le Indagini Preliminari di Ancona, ha portato a iscrivere nel registro degli indagati i legali rappresentanti delle imprese coinvolte nella realizzazione del parcheggio, sia l’appaltatore che il committente.
Particolare attenzione è rivolta anche all’amministratore pubblico che ha formalmente delegato la ditta appaltatrice alla stipula del contratto d’uso, sollevando dubbi sulla sua responsabilità nella gestione delle procedure autorizzative.
Le mancanze emerse durante l’indagine rivelano un quadro di gravi irregolarità: assenza di un valido permesso di costruire, omissione dell’autorizzazione paesaggistica indispensabile per interventi in aree di pregio, mancato parere dell’Autorità di Bacino Regionale, previsto dal Piano di Assetto Idrogelogico per la gestione delle risorse idriche, e infine, la cruciale assenza del nulla osta rilasciato dal Parco Naturale della Gola della Rossa e di Frasassi, ente garante della salvaguardia del patrimonio naturale e della biodiversità locale.
Questo sequestro preventivo rappresenta un segnale forte per la tutela del territorio e sottolinea l’importanza di un rigoroso rispetto delle normative ambientali e urbanistiche.
L’operazione mira a preservare un’area di inestimabile valore storico, paesaggistico e idrogeologico, e a chiarire le responsabilità di coloro che hanno contribuito a compromettere la sua integrità, ponendo fine a una vicenda che mette a rischio la salvaguardia del Parco Regionale e delle sue ricchezze naturali.
L’indagine è ancora in corso e si preannuncia ricca di sviluppi, con l’obiettivo di accertare l’intera dinamica degli eventi e le implicazioni che ne derivano per l’amministrazione locale e le imprese coinvolte.







