L’ospedale universitario Torrette di Ancona sta implementando un nuovo protocollo di sicurezza, un intervento urgente e strutturale volto a tutelare il personale sanitario e a garantire la continuità operativa del pronto soccorso, un nodo cruciale del sistema sanitario regionale.
L’accordo, formalizzato dalla firma congiunta del Questore Cesare Capocasa e del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, Marco Armando Gozzini, rappresenta una risposta concreta a un problema di crescente rilevanza, quello delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari, e si colloca nell’ambito di un approccio più ampio alla sicurezza nelle strutture ospedaliere.
Il protocollo prevede un rafforzamento perimetrale con l’installazione di sistemi di controllo accessi mirati a dissuadere e bloccare ingressi non autorizzati al pronto soccorso, una misura preventiva che mira a ridurre il rischio di eventi critici.
Parallelamente, si potenzierà significativamente il servizio di vigilanza continuativa, con l’incremento del personale e l’adozione di strategie operative più efficaci per la gestione delle situazioni di emergenza.
Un elemento chiave del protocollo è l’integrazione di un sistema di videosorveglianza avanzato, collegato in tempo reale alla sala operativa della Questura, consentendo un monitoraggio costante e una risposta immediata in caso di necessità.
Questa connessione diretta con le forze dell’ordine rafforza la capacità di prevenzione e di intervento.
La decisione di adottare questo protocollo è stata presa in sede del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, guidato dal Prefetto Maurizio Valiante, a seguito di un episodio particolarmente grave: l’aggressione fisica, con calci, perpetrata da un uomo di 50 anni nei confronti di un’infermiera, che ha portato all’arresto del responsabile.
L’episodio, purtroppo, non è isolato e ha evidenziato la necessità di misure più incisive per garantire la sicurezza del personale sanitario.
È importante sottolineare che, sebbene l’introduzione della riforma normativa del 2024, che prevede l’arresto obbligatorio per il reato di lesioni personali ai sanitari, avesse inizialmente contribuito a contenere il fenomeno, l’aggressione recente dimostra che l’implementazione di misure di sicurezza più strutturali e preventive è essenziale.
Il nuovo protocollo non si limita a una risposta repressiva, ma mira a creare un ambiente di lavoro sicuro e protetto per gli operatori sanitari, permettendo loro di concentrarsi sulla cura dei pazienti e di erogare servizi essenziali alla comunità.
La sicurezza del personale sanitario è infatti un fattore imprescindibile per la qualità e l’efficienza del sistema sanitario regionale, e questo protocollo rappresenta un passo significativo in questa direzione, aprendo la strada a possibili estensioni a altre strutture ospedaliere del territorio marchigiano.








