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Truffe agli anziani nelle Marche: smantellata una banda campana

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La rete criminale che ha preso di mira anziani nelle Marche, smantellata dalla Squadra Mobile di Napoli, rivela un modus operandi particolarmente subdolo e mirato.

Ben quattro delle nove truffe complessivamente ricostruite hanno colpito diverse località marchigiane: Fano, Falconara Marittima, Amandola e Fossombrone, evidenziando la capacità del gruppo di operare in un territorio ampio e, apparentemente, sicuro.

L’inganno si fondava sulla manipolazione psicologica, sfruttando l’autorità percepita della divisa e la fiducia che gli anziani ripongono nelle forze dell’ordine.
I truffatori, tutti originari della Campania, si presentavano come finti marescialli dei Carabinieri, tessendo una narrazione ingannevole di emergenze familiari – un nipote in difficoltà, un incidente, un presunto furto – per estorcere denaro.

L’indagine ha permesso di identificare e arrestare sette individui, responsabili di averlesiniato quattro donne, di cui tre con un’età compresa tra i 72 e gli 84 anni.

La rapidità con cui le truffe sono state perpetrate, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, suggerisce un’organizzazione strutturata, con ruoli ben definiti e una logistica precisa per la copertura territoriale.

Questo schema criminale solleva interrogativi importanti sulla vulnerabilità degli anziani, spesso isolati e meno avvezi alle dinamiche delle truffe online e telefoniche.
La fiducia nella divisa, un valore fondante del rapporto tra cittadini e istituzioni, viene così distorta e strumentalizzata per fini illeciti.
L’efficacia dell’indagine napoletana sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine a livello regionale e nazionale per contrastare queste nuove forme di criminalità predatoria.

Inoltre, è cruciale rafforzare le campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione anziana, fornendo strumenti e conoscenze per riconoscere e evitare queste insidie, e promuovere la creazione di reti di supporto sociale che possano fungere da barriera protettiva contro le manipolazioni di individui senza scrupoli.

L’episodio marchigiano non è solo una denuncia di un crimine, ma un campanello d’allarme che invita a una riflessione più ampia sulla protezione dei più fragili all’interno della società.

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