Il complesso monumentale di via Salimbeni a San Severino Marche, testimonianza silente di una storia secolare e un tempo fulcro dell’accoglienza infantile, riapre le sue porte al tessuto urbano.
La sindaca Rosa Piermattei, con un atto amministrativo che segna una pietra miliare nella ricostruzione post-sismica, ha disposto la revoca dell’ordinanza di inagibilità che gravava sull’ex orfanotrofio, un edificio che ha conservato nel tempo memorie profonde e un valore simbolico inestimabile per la comunità maceratese.
La decisione, frutto di un processo accurato e complesso, giunge a conclusione di un intervento di restauro e consolidamento strutturale avviato dopo il devastante terremoto del 2016.
Le scosse sismiche, pur avendo inferto ferite profonde, non sono riuscite a cancellare la resilienza di questo luogo, che ha saputo resistere e attendere il momento della rinascita.
L’ex orfanotrofio, che in passato ospitava gli uffici dell’ex Azienda Sanitaria Universitaria (ASUR), rappresenta molto più di una semplice struttura edilizia.
È un palinsesto di esperienze umane, un archivio silenzioso di storie di bambini accolti, di personale dedito alla cura e all’educazione, di famiglie che hanno trovato conforto e speranza.
La sua riapertura non è quindi solo un segnale di recupero del patrimonio immobiliare, ma anche un atto di riconoscimento del valore sociale e culturale che esso racchiude.
Il restauro, attuato con particolare attenzione alla conservazione delle caratteristiche architettoniche originarie e alla valorizzazione degli elementi decorativi, ha coinvolto specialisti in diversi ambiti: ingegneri strutturisti, storici dell’arte, restauratori.
L’obiettivo non era solo rendere l’edificio antisismico e funzionale, ma anche restituirlo alla città con la sua dignità e il suo fascino originario.
La decisione della sindaca Piermattei apre ora nuove prospettive per l’utilizzo del complesso di via Salimbeni.
Si ipotizzano diverse destinazioni, che potrebbero includere servizi alla persona, spazi per attività culturali e ricreative, un centro di aggregazione per le diverse generazioni.
L’obiettivo è quello di integrare pienamente l’ex orfanotrofio nel nuovo assetto urbano, trasformandolo in un luogo di incontro e di crescita per l’intera comunità.
La riapertura di questo edificio storico simboleggia la capacità di una comunità di superare le avversità, di ricostruire non solo le strutture materiali, ma anche il tessuto sociale e la fiducia nel futuro.
È un invito a riscoprire la bellezza del passato, a valorizzare le radici della propria identità e a guardare avanti con speranza e determinazione.
Il complesso di via Salimbeni, risorto dalle macerie, diventa così un simbolo di rinascita e un monito a preservare il patrimonio storico e culturale per le generazioni future.








