venerdì 29 Agosto 2025
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Gianni Berengo Gardin: l’occhio che racconta, a Loreto.

A pochi giorni dal congedo di un gigante della fotografia italiana, si apre a Loreto, nel cuore del Palazzo Apostolico, un’occasione imperdibile per ripercorrere il suo percorso.
Dalle Cantine del Bramante, dal 30 agosto al 30 settembre, risuona l’eco di un’opera che ha segnato profondamente la cronaca sociale e culturale del nostro paese: la mostra “Gianni Berengo Gardin.
L’occhio che racconta”.
Non si tratta semplicemente di una retrospettiva, ma di un’immersione nel mondo di un testimone privilegiato, un cronista visivo che ha saputo cogliere l’essenza di epoche e contesti spesso dimenticati.

Berengo Gardin, con la sua incessante ricerca di verità e autenticità, ha documentato la transizione dall’Italia del dopoguerra alla complessità contemporanea, raccontando le storie di persone, luoghi e movimenti sociali con una sensibilità unica e profonda.
La selezione curata da Enzo Carli, fotografo e amico, presenta venticinque immagini scelte con meticolosa attenzione.
Non si tratta delle sue opere più iconiche, destinate all’ampia risonanza mediatica, ma di scatti che rivelano l’ampiezza e la varietà del suo sguardo: volti segnati dalla fatica e dalla speranza, paesaggi industriali in trasformazione, la vitalità delle comunità marginali.
Berengo Gardin non era un semplice documentarista; era un artista che utilizzava la macchina fotografica come strumento di indagine, di interrogazione.
Il suo sguardo, spesso crudo e diretto, non indulgente verso le ingiustizie, non romantico nei confronti della bellezza, è stato capace di catturare l’anima di un’epoca, rivelando le crepe e le luci della società italiana.
L’ambientazione, le Cantine del Bramante, un luogo intriso di storia e spiritualità all’interno del Palazzo Apostolico, conferisce alla mostra un’aura particolare, amplificando il valore delle immagini esposte.

Il contrasto tra la grandiosità architettonica e l’intimità delle fotografie crea un dialogo suggestivo, invitando il visitatore a riflettere sulla fragilità e sulla resilienza dell’umanità.
La mostra “Gianni Berengo Gardin.
L’occhio che racconta” è un omaggio doveroso a un artista che ha elevato il reportage fotografico a forma d’arte, un’opportunità per riscoprire un patrimonio visivo fondamentale per comprendere il nostro passato e immaginare il nostro futuro.
Un invito a guardare, a osservare, a interrogarci sul mondo che ci circonda, attraverso la lente di un testimone ineguagliabile.

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