Il potenziale di trasformazione per l’Appennino centrale, un territorio che lotta da decenni contro lo spopolamento e la fragilità socio-economica, si apre con l’introduzione della flat tax al 7% per i pensionati residenti all’estero.
Questo tema centrale è stato approfondito durante il webinar “Flat tax al 7% per i titolari di pensioni estere: un’opportunità per l’Appennino”, un’iniziativa promossa dalla Struttura Commissariale per la ricostruzione post-sisma 2016 in sinergia con il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE).
L’Appennino, un mosaico di comuni montani con un tessuto produttivo spesso legato all’agricoltura di sussistenza, all’artigianato di nicchia e al turismo di prossimità, si trova ad affrontare una sfida demografica complessa.
L’emigrazione verso i centri urbani e l’estero ha svuotato i borghi, impoverendo il capitale umano e limitando la vitalità delle comunità locali.
La flat tax, in questo contesto, non è solo un incentivo fiscale, ma un possibile volano per un cambiamento strutturale.
L’attrattività del regime fiscale agevolato si estende ben oltre la mera riduzione del carico fiscale.
Rappresenta un invito a riscoprire e valorizzare un patrimonio immateriale e materiale spesso trascurato: la ricchezza delle tradizioni, la bellezza del paesaggio, la qualità della vita legata alla comunità e alla prossimità dei servizi essenziali.
Si tratta di un’opportunità per invertire la tendenza dello spopolamento, stimolando l’insediamento di persone con redditi pensionistici esteri, con una maggiore capacità di investimento e un potenziale contributo alla creazione di nuove attività economiche.
Il webinar, più che una semplice informativa, ha offerto uno spazio di discussione aperto, analizzando le implicazioni pratiche della flat tax, i requisiti per l’accesso, le opportunità di investimento nel settore immobiliare, agricolo e turistico, e le sinergie possibili con le politiche di sviluppo locale.
Si è posto l’accento sull’importanza di accompagnare l’insediamento dei nuovi residenti con servizi di supporto amministrativo, sanitario e sociale, al fine di favorire l’integrazione nelle comunità appenniniche e promuovere un senso di appartenenza.
La visione è quella di un Appennino rinato, non solo come meta di turismo occasionale, ma come luogo di residenza stabile, dove le competenze, le esperienze e le risorse dei nuovi residenti possano contribuire a rafforzare il tessuto economico e sociale, a preservare l’identità culturale e a garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.
La flat tax, in questo scenario, si configura come un tassello fondamentale di una strategia più ampia di rivitalizzazione territoriale, che coinvolge istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di restituire all’Appennino il ruolo di motore di sviluppo e di custode del patrimonio nazionale.







