La Scuola di Pace Vincenzo Buccelletti di Senigallia ha interpellato il Primo Ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, con una dichiarazione pubblica che esprime profonda vicinanza e preoccupazione per l’attuale scenario geopolitico, caratterizzato da un crescente rischio di pressione e potenziale ingerenza da parte degli Stati Uniti.
I copresidenti Roberto Mancini ed Emanuela Sbriscia Fioretti, nella missiva, non si limitano a un gesto di solidarietà formale, ma offrono al popolo groenlandese una prospettiva strategica per la salvaguardia della propria sovranità e autodeterminazione.
L’approccio suggerito si fonda su un’analisi rigorosa delle dinamiche di potere e dell’efficacia delle metodologie di resistenza, ispirandosi alle ricerche pionieristiche di Erica Chenoweth e Maria Stephan. Queste analisi, che hanno esaminato centinaia di movimenti di opposizione nel corso del XX e XXI secolo, dimostrano inequivocabilmente che le azioni nonviolente possiedono una probabilità significativamente maggiore di successo rispetto alle insurrezioni armate, soprattutto quando si affrontano avversari dotati di una potenza militare preponderante.
La Scuola di Pace Buccelletti ribadisce con forza che un tentativo di resistenza armata non solo sarebbe un’impresa irrealizzabile, ma genererebbe conseguenze catastrofiche.
Un conflitto armato trascinerebbe la Groenlandia in un vortice di violenza, esponendola a interventi militari esterni e a una destabilizzazione profonda, compromettendo irrimediabilmente il futuro del territorio e della sua popolazione.
La trasformazione della Groenlandia in un teatro di guerra, amplificherebbe le tensioni internazionali e favorirebbe l’interferenza di altre potenze globali, con esiti imprevedibili e potenzialmente deleteri.
Al contrario, la Scuola di Pace propone un percorso di resistenza civile nonviolenta, basato su un arsenale di strumenti concreti e collaudati.
Scioperi generali, boicottaggi economici mirati, la chiusura simbolica di attività commerciali, manifestazioni pacifiche di massa, disobbedienza civile strategica e campagne di sensibilizzazione internazionale sono solo alcuni esempi di azioni che possono essere implementate per esercitare pressione sul governo statunitense e affermare la volontà del popolo groenlandese di rimanere indipendente.
L’appello si nutre di un ricco patrimonio di esperienze storiche di successo: la lotta per l’indipendenza indiana guidata da Mahatma Gandhi, la resilienza della resistenza scandinava contro l’occupazione nazista, la determinazione dei movimenti anti-apartheid in Sudafrica, e le innumerevoli altre battaglie per la giustizia e la libertà combattute in tutto il mondo attraverso mezzi pacifici.
La Scuola di Pace Buccelletti confida fermamente che, attraverso un’attenta pianificazione, una partecipazione diffusa e un’impegno costante, anche una popolazione relativamente piccola possa difendere con successo la propria libertà e la propria identità culturale, sconfiggendo la coercizione con la forza della volontà collettiva e il potere ineludibile della verità.
L’invito finale è all’intelligenza strategica, all’unità d’intenti e alla consapevolezza che la pace non è un’assenza di conflitto, ma la conquista attiva di un futuro di autodeterminazione e prosperità.








