La creazione della Zona Economica Speciale unica rappresenta un’occasione strategica per innescare un processo di crescita inclusiva nelle Marche, un imperativo economico e sociale che si inscrive nel quadro normativo europeo e mira a colmare i divari territoriali che storicamente affliggono la nostra regione.
La recente inclusione, dal 12 novembre 2025, delle Marche e dell’Umbria tra le regioni in transizione, segna un punto di svolta fondamentale, integrando il territorio in uno strumento di politica economica a livello nazionale ed europeo, concepito per rafforzare la resilienza e stimolare lo sviluppo delle aree più vulnerabili.
L’approccio alla Zes non deve essere interpretato come una mera questione di agevolazioni fiscali, bensì come un’architettura complessa volta a generare un impatto strutturale sull’economia locale.
La sua vocazione specifica di “zona economica speciale” risiede proprio nella sua finalità di attenuare le disparità che emergono tra aree economicamente avanzate e quelle caratterizzate da una maggiore fragilità.
La polemica sollevata dalla mozione del Pd, che sembra insinuare un effetto impoverente per i comuni esclusi dagli incentivi, non coglie nel segno.
Anzi, un’applicazione indiscriminata di tali agevolazioni potrebbe paradossalmente esacerbare le disuguaglianze esistenti.
Questo perché i territori già economicamente robusti possiedono una maggiore capacità di assorbire e capitalizzare tali incentivi, lasciando i comuni più deboli in una posizione di svantaggio.
La Zes, pertanto, non è un sistema di redistribuzione passiva, ma un catalizzatore di sviluppo.
Richiede una pianificazione strategica che consideri le specificità dei diversi territori, indirizzando gli investimenti e le agevolazioni verso settori ad alto potenziale di crescita e promuovendo la creazione di sinergie tra le diverse aree geografiche.
È necessario definire aree di specializzazione, incentivare l’innovazione, attrarre investimenti esteri e favorire la formazione di capitale umano qualificato.
L’obiettivo è creare un ecosistema economico dinamico e competitivo, capace di generare occupazione, reddito e benessere per tutti i cittadini marchigiani.
Inoltre, la Zes non può prescindere da un approccio integrato che coinvolga tutti gli attori del territorio: istituzioni, imprese, associazioni di categoria, università e centri di ricerca.
Solo attraverso una collaborazione sinergica sarà possibile massimizzare l’impatto positivo della Zes e trasformare la regione in un polo di eccellenza economica e sociale, in grado di competere con successo nel mercato globale.
La sfida è complessa, ma le opportunità sono enormi.









