L’introduzione di terapie innovative e accessibili rappresenta una priorità imprescindibile per il Servizio Sanitario Regionale delle Marche.
In questa direzione, la consigliera regionale Micaela Vitri ha recentemente proposto una revisione delle offerte terapeutiche disponibili, suggerendo l’inclusione dell’ozonoterapia all’interno del sistema mutuabile, emulando un modello già sperimentato con successo in Lombardia.
Questa iniziativa, a quanto pare, ha ricevuto un riscontro positivo da parte dell’Assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, aprendo a una potenziale evoluzione delle politiche sanitarie regionali.
L’ozonoterapia si configura come un approccio terapeutico a basso impatto invasivo, capace di offrire sollievo e miglioramento della qualità di vita per una vasta gamma di patologie.
Il suo impiego si estende dalla gestione del dolore cronico associato a problematiche muscoloscheletriche – come ernie del disco, lombalgie, artrosi e tendinopatie – al trattamento di ulcere e ferite croniche, fino alla gestione di infezioni locali resistenti agli antibiotici.
Particolarmente rilevante è il potenziale beneficio per pazienti affetti da fibromialgia, una condizione debilitante che colpisce in modo sproporzionato le donne nelle Marche (circa 30.000 persone).
Studi clinici preliminari suggeriscono che l’ozonoterapia, in particolare somministrazione endovenosa, si rivela un intervento terapeutico significativo, spesso associato a un altro approccio come la cannabis terapeutica, per la gestione dei sintomi fibromialgici.
È fondamentale sottolineare che, pur condividendo l’obiettivo di alleviare il dolore, queste modalità terapeutiche presentano profili di rischio e potenziali effetti collaterali distinti, richiedendo una valutazione clinica approfondita e personalizzata.
L’adozione dell’ozonoterapia nel sistema sanitario regionale non solo rappresenterebbe un investimento economicamente sostenibile per l’ente pubblico, ma anche un significativo ritorno in termini di benessere per i pazienti.
Attualmente, l’assenza di inclusione nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) comporta un onere economico interamente a carico del paziente, con costi che variano ampiamente a seconda della tipologia di trattamento (tra gli 800 e i 1000 euro per dieci sedute paravertebrali, o fino a 1000 euro per sole quattro sedute con infiltrazioni eco-guidate).
La proposta di Vitri sollecita l’Assessore Calcinaro a considerare attentamente questa opportunità, con l’obiettivo di offrire risposte terapeutiche concrete a pazienti che convivono con condizioni spesso invisibili, come la fibromialgia, e che necessitano di un accesso a terapie innovative e integrate nel sistema sanitario pubblico, garantendo equità e accessibilità per tutti i cittadini marchigiani.
L’iniziativa si pone, dunque, come un passo verso un sistema sanitario più attento alle esigenze del territorio e aperto all’integrazione di approcci terapeutici complementari, sempre nell’ottica di una medicina centrata sul paziente.









