Pronto Soccorso Marche: Collasso e Retorica, Urgente Intervento

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La situazione dei pronto soccorso nelle Marche è al collasso, una realtà che si contrappone nettamente alle rassicurazioni retoriche provenienti dalla Regione.

Il consigliere Andrea Nobili, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, ha sollevato con forza una questione urgente, evidenziando come l’amministrazione regionale sembri minimizzare un disagio profondo e diffuso, percepito quotidianamente dai cittadini.

Lungi dall’affrontare le cause strutturali della crisi, l’assessore alla Sanità si rifugia in un ottimismo di facciata, ripetendo slogan vaghi di “miglioramento” che si rivelano dissonanti rispetto all’esperienza concreta dei pazienti.
La drammaticità della situazione è palpabile: attese interminabili che logorano i pazienti, carenza cronica di posti letto che costringe a ricoveri in corridoio, personale sanitario esasperato, oberato di lavoro e costretto a prestazioni al limite delle proprie forze.

Le immagini che emergono dai pronto soccorso dell’ospedale regionale di Torrette ad Ancona, come in tutte le strutture della regione, sono emblematiche: pazienti in attesa per ore, corpi esanimi lasciati in attesa di ritiro.
Questa non è un’emergenza temporanea, ma una condizione perenne che riflette un profondo malessere sistemico.

È doveroso riconoscere l’eroismo e la professionalità del personale medico, infermieristico e sociosanitario, che con straordinario impegno e sacrificio, tenta di arginare un collasso inarrestabile.

Tuttavia, la responsabilità ultima ricade sull’azione, o meglio, sulla mancanza di azione, del governo regionale.

Il problema non è legato a singoli episodi di carenza, ma a una strategia inadeguata che ignora la gravità del quadro complessivo.

È imperativo abbandonare le narrazioni superficiali e abbracciare un approccio basato su dati concreti e programmazione mirata.
Serve un’analisi approfondita delle cause che alimentano questa crisi: insufficienza di risorse umane, obsolescenza delle infrastrutture, modelli organizzativi inefficienti, mancanza di integrazione tra ospedale e territorio.
Le soluzioni richiedono un piano d’intervento multidimensionale che comprenda: l’aumento del personale sanitario, con particolare attenzione alle figure specialistiche; l’adeguamento e l’ampliamento delle strutture esistenti, con la creazione di percorsi dedicati per la gestione di specifiche patologie; l’implementazione di modelli di telemedicina e di assistenza domiciliare per alleggerire il carico dei pronto soccorso; la riorganizzazione dei percorsi di dimissione per accelerare il flusso dei pazienti.

In definitiva, è necessario che la giunta regionale smetta di eludere il problema e si assuma la responsabilità di affrontare con coraggio e determinazione la crisi dei pronto soccorso, mettendo al centro il benessere dei cittadini e il riconoscimento del valore imprescindibile del servizio sanitario pubblico.

La retorica del “si sta migliorando” non è più sufficiente; servono azioni concrete e risultati tangibili.

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