La questione sanitaria si configura come fulcro di una crescente dissonanza tra l’amministrazione regionale guidata da Francesco Acquaroli e le forze di opposizione, culminando in una conferenza stampa a Palazzo delle Marche.
A tre mesi dalle elezioni regionali, l’opposizione, guidata da figure come Michele Caporossi e Valeria Mancinelli, denuncia una marcata priorità data alla comunicazione politica a scapito di una reale e strutturale riorganizzazione del sistema sanitario marchigiano.
L’analisi critica si concentra sulla percezione di una gestione superficiale delle emergenze e sulla mancanza di un piano strategico a lungo termine.
Le segnalazioni ricevute durante le festività, relative alla difficoltà di accesso a guardie mediche e alla saturazione dei pronto soccorso, evidenziano una crisi di efficienza che compromette la sicurezza e la salute dei cittadini.
Questa situazione, secondo l’opposizione, non è un fenomeno recente, ma l’esacerbazione di problematiche preesistenti, aggravata da una comunicazione fuorviante.
Un elemento particolarmente contestato è l’annuncio relativo al finanziamento di 34 milioni di euro per il completamento del nuovo ospedale di Fermo.
L’opposizione sottolinea come la realizzazione, prevista per un orizzonte temporale di un anno e mezzo, appaia disconnessa dalle urgenti necessità del territorio.
Allo stesso modo, l’inaugurazione della facciata dell’Istituto di Ricerca e Cura Clinica (Inrca), unitamente alla certificazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) che attesta un avanzamento lavori al 30%, rivela un quadro di promesse mantenute solo in apparenza.
L’annuncio di nuove assunzioni, presentato come segno di un impegno concreto, viene smontato con rigore.
Si sottolinea come queste assunzioni siano, in realtà, una mera esecuzione di programmi già in essere con la giunta precedente, presentate ora come iniziative innovative per fini propagandistici.
Questa “telenovela deludente”, come la definisce Valeria Mancinelli, evidenzia una discontinuità apparente che cela una sostanziale continuità nelle scelte politiche e strategiche.
La critica si estende, dunque, oltre la semplice inefficienza operativa, sollevando interrogativi sulla trasparenza delle decisioni e sulla reale volontà di affrontare le sfide che affliggono il sistema sanitario regionale.
L’opposizione chiede un cambio di paradigma, un passaggio dalla retorica alla concretezza, da una gestione orientata all’immagine a una vera e propria progettazione a servizio della collettività, ponendo al centro il diritto alla salute come priorità assoluta.
La necessità di una seria revisione di metodo e di obiettivi si rende impellente per restituire fiducia ai cittadini e garantire un accesso equo e tempestivo alle cure.







