L’inverno 2025-2026 ha impresso un’incisiva firma sul territorio, caratterizzato da un’ondata di freddo percepita come particolarmente intensa, pur rimanendo al di sotto delle soglie dei record storici.
L’analisi dei dati provenienti dal Centro funzionale regionale, impegnato nel monitoraggio continuo delle condizioni climatiche, rivela una sequenza di giornate significativamente più rigide rispetto alla media degli ultimi cinque anni.
Il culmine dell’anomalia termica si è manifestato nel periodo che intercorre tra le festività natalizie e l’Epifania, un intervallo di tempo che ha amplificato la sensazione di un’eccezionale ondata di gelo.
Sebbene le temperature registrate non abbiano superato i valori estremi del passato, l’accumulo di freddo ha creato un contesto climatico inusuale.
Nelle stazioni di Donnas, Saint-Christophe e Morgex, i valori medi dei due mesi considerati (novembre e dicembre 2025) hanno mostrato deviazioni rispetto alle medie storiche, seppur contenute.
A Donnas, la temperatura media si è attestata a 4,7°C, leggermente superiore alla media storica di 4,5°C.
A Saint-Christophe, si è registrato 0,7°C, contro una media storica di 0,8°C, mentre Morgex ha segnato 0,7°C, rispetto a una media di 0,9°C.
Queste variazioni, sebbene apparentemente minime, riflettono un andamento climatico complessivamente più freddo del solito.
La giornata del 7 gennaio si è distinta come particolarmente rigida, con Saint-Christophe che ha registrato un minimo di -11.6°C, la temperatura più bassa del periodo analizzato.
Donnas ha sperimentato quattordici giorni consecutivi con temperature notturne inferiori allo zero, con un picco di -6.1°C proprio il 7 gennaio.
Anche Morgex ha subito l’impatto del freddo, con una temperatura minima di -9.9°C il 5 gennaio.
Confrontando i dati attuali con i minimi storici, emerge che le temperature registrate durante l’inverno 2025-2026, pur essendo significative, non hanno raggiunto i livelli estremi del passato.
A Morgex, il minimo storico risale al 2012, con -17,3°C; a Saint-Christophe, al 1990, con -18,1°C; e a Donnas, al 2012, con -10,6°C.
Questi dati storici offrono un punto di riferimento per comprendere la relativa intensità dell’ondata di freddo che ha interessato la regione.
L’episodio solleva interrogativi sull’evoluzione dei modelli climatici e sull’importanza di un monitoraggio continuo delle condizioni ambientali per comprendere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, anche in termini di manifestazioni anomale di freddo.








