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Sosta a Pagamento, la Giustizia Apre un Dibattito sulla Mobilità Urbana

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La recente sentenza del Giudice di Pace di Aosta apre un dibattito significativo sull’equità delle politiche di gestione della mobilità urbana e sulla responsabilità dell’amministrazione comunale nella progettazione di spazi pubblici.

Il caso, originato da una sanzione di 43 euro per sosta non pagata in Viale Conseil des Commis, solleva questioni di diritto amministrativo che coinvolgono il bilanciamento tra la necessità di generare entrate attraverso la tariffazione della sosta e il diritto dei cittadini ad un accesso agevole e sostenibile al centro città.
La sentenza, basata su un precedente della sesta sezione civile della Corte di Cassazione (ordinanza n. 18575/2014), ribadisce un principio cardine: in sede di impugnazione di un verbale di accertamento relativo a infrazioni del Codice della Strada, l’onere della prova, qualora l’opponente contesti l’assenza di aree di sosta gratuita adeguate, ricade sull’ente amministrativo.
Quest’ultimo deve dimostrare, attraverso la produzione di atti deliberativi specifici, di aver escluso la possibilità di istituire tali aree, motivando tale decisione in conformità con la normativa vigente.
Il Codice della Strada, infatti, prevede la possibilità di escludere l’obbligo di prevedere aree di sosta gratuite in prossimità delle zone a pagamento solo in specifiche circostanze, come aree pedonali, zone a traffico limitato, centri storici, aree di pregio ambientale o urbanistico.
Tale esclusione, tuttavia, non è automatica e richiede una precisa delimitazione e una giustificazione pubblica.

Il Giudice di Pace di Aosta ha interpretato il principio di diritto, sottolineando che l’amministrazione comunale non ha fornito la documentazione necessaria per giustificare la mancanza di parcheggi gratuiti in prossimità della zona a pagamento contestata.

Il caso, sollevato dal ricorso presentato da Mario Pitrolino, presidente dell’associazione “La Nave dei Disperati”, rappresenta un campanello d’allarme per una riflessione più ampia sulle politiche di mobilità urbana.

La questione non si limita all’annullamento di una singola sanzione, ma apre a una discussione sulla necessità di ripensare la distribuzione degli spazi pubblici, privilegiando non solo la generazione di entrate, ma anche la fruibilità del centro città da parte di residenti, commercianti e visitatori.

L’associazione di Pitrolino auspica, a giusto titolo, che l’amministrazione comunale intraprenda azioni concrete per favorire la creazione di aree di sosta gratuite, contribuendo a decongestionare il traffico, promuovere un accesso più equo al centro città e sostenere le attività commerciali locali.

La sentenza, in definitiva, invita a una maggiore trasparenza e responsabilità nelle scelte urbanistiche, garantendo che le politiche di gestione del traffico siano conformi ai diritti dei cittadini e promuovano uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo.

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