Alimenti scaduti e senza tracciabilità: sequestro da 2 quintali

Un’operazione di controllo capillare condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni (NAS) di Taranto ha portato al sequestro di oltre due quintali di alimenti non conformi, evidenziando criticità significative nel rispetto delle normative igienico-sanitarie relative alla filiera alimentare di origine animale.
L’azione, volta a tutelare la salute pubblica e a garantire la sicurezza alimentare, ha interessato diverse strutture, spaziando dalla produzione alla commercializzazione al dettaglio.

L’ispezione più significativa ha coinvolto un’azienda di lavorazione carni, dove i militari hanno scoperto una quantità considerevole di carne – comprensiva di tagli di vitello, ovino e pollame – già pronta per la vendita e, purtroppo, oltre la data di scadenza indicata.

La gravità della situazione è stata esacerbata dal fatto che questi prodotti scaduti erano conservati all’interno di una cella frigorifera, mescolati con alimenti ancora perfettamente validi, creando un potenziale rischio di contaminazione trasversale e un’ambiguità deliberata per i potenziali acquirenti.
Questa pratica, oltre a violare la normativa vigente, configura un tentativo di ingannare il consumatore e compromettere la tracciabilità del prodotto.
Un’altra attività commerciale, operante nel settore della vendita al dettaglio, è stata oggetto di verifica, emergendo la presenza di circa 60 chilogrammi di carne bovina commercialmente pronta, ma priva delle imprescindibili informazioni relative alla rintracciabilità.

La tracciabilità, elemento cardine del sistema di sicurezza alimentare europeo, consente di ricostruire il percorso del prodotto “dal campo alla tavola”, identificando con precisione origine, metodi di produzione, trasformazione e distribuzione.
La sua assenza rende impossibile, in caso di problemi sanitari o di sicurezza, individuare le responsabilità e rimuovere rapidamente i prodotti compromessi dal mercato.
Il Nucleo Antisofisticazioni ha sottolineato come l’immissione sul mercato di questi alimenti sequestrati avrebbe potuto esporre i consumatori a rischi sanitari potenzialmente rilevanti, che vanno dalle intossicazioni alimentari a reazioni allergiche non diagnosticate, fino a potenziali conseguenze a lungo termine per la salute.

L’azione di contrasto si è concretizzata con il sequestro amministrativo della merce non conforme e la segnalazione dei responsabili alle autorità sanitarie e amministrative competenti, con l’obiettivo di avviare accertamenti più approfonditi e adottare misure correttive.
Parallelamente, sono state irrogate sanzioni amministrative pecuniarie, ammontanti a diverse migliaia di euro, volte a punire concretamente le violazioni riscontrate e a disincentivare comportamenti scorretti all’interno della filiera alimentare.

L’episodio ribadisce l’importanza di un controllo costante e rigoroso da parte delle autorità competenti, unitamente a una maggiore consapevolezza da parte degli operatori del settore e dei consumatori, al fine di garantire un’alimentazione sicura e trasparente.
L’azione del NAS, in definitiva, si inserisce in un quadro più ampio di tutela della salute pubblica e di promozione di un sistema alimentare sostenibile e responsabile.

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