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Brignone a Kronplatz: un ritorno incoraggiante, occhi a Cortina.

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Il ritorno di Federica Brignone a Kronplatz, sesto classificata nello slalom gigante, rappresenta ben più di un piazzamento; è una dichiarazione di ripresa dopo un infortunio che ha segnato profondamente la sua carriera.

Il distacco di 1.23 dalla vincitrice, l’austriaca Julia Scheib (2.19.55), un tempo incolmabile, oggi si traduce in speranza e fiducia per il futuro.

La Scheib, con il suo quarto successo in Coppa del Mondo, conferma il suo status di atleta di alto livello, mentre la svizzera Camille Rast e la svedese Sara Hector completano il podio con tempi rispettivamente di 2.20.22 e 2.20.31.
L’azzurro Lara Della Mea consolida la sua costanza, piazzandosi decima in 2.22.45, seguita da Asja Zenere (15/a in 2.30.30), testimoniando la crescente competitività del gruppo femminile italiano.
La giovane Alice Pazzaglia conclude ventiquattresima, segnando un percorso di crescita e apprendimento.
Il movimento successivo della Coppa del Mondo vedrà la competizione spostarsi in Repubblica Ceca, a Spindleruv Mlyn, dove sono in programma un gigante e uno slalom speciale.

Tuttavia, Brignone non prenderà parte a questa tappa.

La scelta, strategica e mirata, la porterà a Cortina d’Ampezzo, dove affinerà le sue abilità nelle discipline veloci, cruciali in ottica olimpica.
La conferma arriva dalla stessa Federica, che durante la conferenza stampa ha sottolineato come, in queste prove, il dolore fisico si attenui, permettendole di esprimere appieno il suo talento innato.

L’assenza di Brignone a Spindleruv Mlyn potrebbe favorire il ritorno in pista della campionessa slovacca Petra Vlhova, assente dalle competizioni da due anni a causa di interventi chirurgici legati a una complessa lesione dei legamenti del ginocchio.
Il suo rientro rappresenterebbe un importante tassello per il panorama dello sci alpino femminile, incrementando ulteriormente il livello della competizione.

Il recupero di Vlhova, così come la ripresa di Brignone, testimonia la resilienza e la determinazione degli atleti di fronte alle sfide fisiche, e la loro capacità di trasformare l’avversità in un motore per la crescita e il successo.

L’infortunio, seppur traumatico, può rivelarsi un catalizzatore di una nuova consapevolezza e di un rinnovato spirito combattivo.

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