sabato 7 Marzo 2026

Bruino: Tentato sabotaggio a un bancomat, allarme in Piemonte

Nella notte, l’ombra di un tentativo di sabotaggio ha colpito Bruino, nel Torinese, riportando alla luce un’inquietante ondata di criminalità che sta insanguinando il Piemonte e l’area limitrofa.
Intorno alle 3:00, un’azione volta a danneggiare un bancomat in piazza Municipio è stata sventata dall’intervento tempestivo di una pattuglia dei carabinieri.
I responsabili, mascherati e a bordo di un’autovettura di notevole potenza, sono riusciti a dileguarsi prima di poter essere identificati, lasciando dietro di sé un quadro di crescente preoccupazione.
L’azione, parzialmente fallita, rivela l’impiego di una tecnica sempre più diffusa tra i criminali: la cosiddetta “marmotta”, un metodo che prevede l’utilizzo di esplosivo a basso impatto per compromettere l’integrità strutturale del bancomat.

Non si tratta di un episodio isolato, ma di un tassello in un mosaico più ampio, che testimonia l’escalation di un fenomeno criminale in rapida evoluzione.
Il tentativo di Bruino si configura come il sesto episodio registrato nel solo mese corrente nel Torinese, un dato allarmante che si aggiunge a una serie di azioni analoghe verificatesi tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.
Il raggio delle azioni criminali è esteso ben oltre i confini della provincia di Torino, coinvolgendo località come Lagnasco (Cuneese), Carmagnola, Volvera, Piscina, ma anche aree del Novarese (Cerano, Trecate, Cressa) e del basso Piemonte, tra Alessandria e Cuneo.
La pericolosità di queste azioni risiede non solo nella tecnica impiegata, ma anche nella capacità dei criminali di colpire ripetutamente, sfruttando la vulnerabilità di infrastrutture apparentemente sicure.
In diversi casi, l’esplosione, sebbene non sempre efficace nel compromettere completamente il bancomat, ha permesso ai malviventi di sottrarre somme di denaro considerevoli.
Le indagini, ora in corso, sono focalizzate sull’individuazione di possibili collegamenti tra gli episodi, valutando l’ipotesi che si tratti di una singola organizzazione criminale ramificata su diversi territori, oppure di gruppi distinti che hanno adottato una tattica simile.
La complessità dell’indagine è aggravata dalla capacità dei criminali di operare con elevata discrezione e di sfruttare la mobilità per eludere le forze dell’ordine.

I carabinieri della compagnia di Venaria Reale, delegati a condurre le indagini sull’ultimo tentativo di Bruino, stanno analizzando a fondo le informazioni disponibili, interrogando testimoni e setacciando le immagini delle telecamere di sorveglianza nella speranza di ricostruire la dinamica dell’azione e di individuare gli autori.
L’obiettivo primario è quello di prevenire ulteriori colpi e di garantire la sicurezza dei cittadini, attraverso un rafforzamento dei controlli e una maggiore collaborazione tra le diverse forze dell’ordine coinvolte.
La crescente sofisticazione delle tecniche utilizzate dai criminali impone un’evoluzione costante delle strategie di prevenzione e contrasto, per non rimanere indietreggiati di fronte a questa nuova ondata di microcriminalità organizzata.

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