La recente nomina di Canafoglia a consigliere regionale solleva una questione di profonda rilevanza etica e istituzionale, evidenziando una potenziale e problematica sovrapposizione di ruoli che merita un’analisi immediata e una risoluzione tempestiva.
L’attuale compresenza di questa carica elettiva con quella di commissario retribuito presso la Fondazione ‘Città di Senigallia’ non costituisce una mera questione formale, ma pone interrogativi significativi sulla trasparenza, l’imparzialità e la corretta gestione delle risorse pubbliche.
L’incompatibilità tra l’esercizio di un ruolo politico, che implica la rappresentanza degli interessi generali e l’obbligo di agire nell’interesse della collettività, e la gestione di un incarico retribuito presso un ente legato al territorio, si configura come una potenziale fonte di conflitti di interesse.
La natura stessa della carica di consigliere regionale impone un’aderenza rigorosa ai principi di indipendenza e di responsabilità, che risulterebbe compromessa dalla presenza di un legame economico diretto con un’istituzione locale.
Il permanere di questa situazione non solo mina la credibilità della Fondazione, che dovrebbe incarnare valori di autonomia e di promozione del bene comune, ma incide negativamente anche sull’immagine stessa dell’istituzione regionale, alimentando un clima di sospetto e di sfiducia tra i cittadini.
L’impressione che le normative possano essere interpretate in maniera flessibile o addirittura eluse, erode la fiducia nel sistema democratico e nella sua capacità di garantire una governance equa e trasparente.
Non si tratta di mettere in discussione la professionalità o l’operato di Canafoglia, ma di difendere l’integrità del processo decisionale e la percezione di equità nell’amministrazione pubblica.
La gestione efficiente e l’efficacia di un ente come la Fondazione ‘Città di Senigallia’ dipendono in larga misura dalla sua autonomia e dalla sua capacità di operare al di sopra delle dinamiche politiche locali.
È pertanto imperativo che le autorità competenti, con un gesto di responsabilità e lungimiranza, intervengano per chiarire immediatamente la questione, definendo un quadro normativo che eviti il ripetersi di situazioni simili in futuro.
Una decisione tempestiva non solo ristabilirebbe una netta distinzione tra ruoli e funzioni, ma invierebbe un segnale forte a tutta la comunità, ribadendo l’importanza del rispetto delle regole e dell’impegno per una politica trasparente e al servizio dei cittadini.
La questione non è solo una responsabilità individuale, ma una sfida collettiva per preservare l’integrità del sistema istituzionale e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.









