CID Basilicata: A rischio la salvaguardia dei dialetti lucani?

La potenziale sospensione delle attività del Centro Internazionale di Dialettologia della Basilicata (CID), minacciata da un blocco finanziario di soli 30.000 euro, incarna una profonda contraddizione nel panorama culturale regionale e nazionale.
Lungi dall’essere un mero dettaglio amministrativo, questa vicenda solleva interrogativi cruciali sulla percezione del valore del patrimonio linguistico e della sua conservazione in un’epoca di crescente omogeneizzazione culturale e globalizzazione.
Il CID, nato oltre vent’anni fa, si è affermato come un punto di riferimento imprescindibile per lo studio e la documentazione delle varietà linguistiche lucane, un mosaico complesso di dialetti e forme espressive che riflettono la storia, le tradizioni e l’identità di un territorio.
La sua attività non si limita alla mera catalogazione linguistica, ma si estende alla ricerca storica, all’analisi sociolinguistica e alla promozione di iniziative di sensibilizzazione rivolte alle comunità locali, operando in linea con le migliori pratiche internazionali nel campo della salvaguardia del patrimonio immateriale.
L’importanza del CID trascende il mero ambito accademico.
Esso ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza e l’orgoglio culturale delle popolazioni lucane, stimolando la trasmissione intergenerazionale di conoscenze e competenze linguistiche che altrimenti andrebbero perdute.

Ha inoltre generato un impatto positivo sul territorio, promuovendo il turismo culturale e l’immagine della Basilicata a livello nazionale e internazionale, dimostrando come la valorizzazione del patrimonio linguistico possa essere un motore di sviluppo economico e sociale.

L’impegno a sostegno del CID, testimoniato dalla visione di figure come Vito De Filippo, ex Presidente della Regione, sottolinea la consapevolezza del suo ruolo strategico nel sistema culturale regionale e nel rapporto tra ricerca universitaria e tessuto sociale.
L’inclusione del Centro nel Piano Triennale della Cultura e la deliberazione unanime del Consiglio di Presidenza Regionale, volta a garantire un contributo straordinario, rappresentano un riconoscimento formale della sua importanza.
La sospensione delle attività, e la concreta possibilità di una chiusura definitiva, evidenziano una pericolosa discontinuità nell’azione amministrativa e una sottovalutazione del contributo inestimabile che il CID offre alla collettività.

La perdita di un’istituzione come il CID significherebbe non solo interrompere un percorso di ricerca e di servizio culturale di eccellenza, ma anche rinnegare un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione delle radici e sull’identità culturale.

In un contesto globale in cui le lingue minoritarie sono sempre più a rischio di estinzione, la loro tutela e promozione rappresentano un imperativo etico e culturale.
La decisione che spetta ora alla Regione Basilicata è cruciale: confermare il proprio impegno a sostegno di un’esperienza che ha dimostrato la propria utilità pubblica e il proprio valore scientifico, o rinunciare a un investimento culturale di lungo periodo, con conseguenze potenzialmente irreversibili per il patrimonio linguistico lucano.
Le comunità, il mondo accademico e chi ha creduto fin dall’inizio in questo progetto attendono con fiducia una risposta che rifletta una visione lungimirante e coerente con i valori di una regione che si riconosce custode di un ricco e prezioso patrimonio culturale immateriale.

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