Ieri sera, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona ha ospitato un evento di straordinaria potenza emotiva e musicale: il Concerto di Capodanno, che ha visto la fusione artistica tra l’Orchestra del Teatro La Fenice e l’Orchestra del Liceu, sotto la bacchetta ispirata di Riccardo Frizza.
Un’occasione non solo di celebrazione musicale, ma di profonda riflessione sulla resilienza e la rinascita, accomunate da una storia dolorosa: entrambi i teatri, pilastri culturali delle rispettive nazioni, sono stati segnati da devastanti incendi – La Fenice nel 1996 e il Liceu nel 1994 – che ne hanno quasi cancellato l’eredità.
La direzione di Frizza si è rivelata l’elemento catalizzatore di un’impresa complessa, trasformando l’unione di due orchestre in un organismo unico e vibrante.
A loro si sono affiancate tre voci soliste di eccezionale talento – Alexandra Zabala e Laura Brasó al soprano, e Xabier Anduaga al tenore – che hanno arricchito ulteriormente l’esperienza musicale, sostituendo Saioa Hernández a causa di un imprevisto indisposizione.
Il programma, un viaggio suggestivo attraverso il panorama operistico, ha spaziato dalle esuberanti pagine di Rossini, con la sinfonia di *Semiramide*, alla sublime malinconia della sinfonia di Bellini in *Norma*.
La potenza drammatica di Puccini, incarnata nell’impetuoso *Tregenda* tratto da *Le Villi*, ha saputo contrastare con la spensieratezza dell’ouverture del *Fledermaus* di Johann Strauss, simbolo dell’operetta viennese.
La suggestiva Barcarola tratta dai *Contes d’Hoffmann* di Offenbach ha preludio all’incalzante ouverture del *Don Pasquale* di Donizetti, per poi lasciare spazio all’intensa atmosfera di *Cavalleria rusticana* di Mascagni e culminare con la grandiosità dei *Vespri siciliani* di Verdi.
I momenti solistici hanno contribuito a intensificare l’impatto emotivo della serata.
Alexandra Zabala, con la sua interpretazione intensa di Lady Macbeth, ha dominato la scena con l’aria “Vieni! T’affretta!” e la brillante cabaletta “Or tutti sorgete”.
Xabier Anduaga ha sfidato le corde vocali con l’iconica “aria dei nove do di petto” dalla *Fille du régiment*, un vero e proprio banco di prova per i tenori più affermati, e ha poi introdotto una parentesi dedicata alla musica spagnola con la romanza “No puede ser” da *La tabernera del puerto*.
La collaborazione tra Laura Brasó e Xabier Anduaga, nei panni di Mimì e Rodolfo nella celebre *Bohème*, ha concluso la parte centrale del concerto con un’intensa esplosione di sentimenti.
Il finale, accolto da un’ovazione scrosciante, ha visto il pubblico partecipare attivamente con due bis memorabili: il brindisi “Libiam nei lieti calici” dalla *Traviata* e la solenne Marcia di Radetzky, simbolo della tradizione musicale viennese, sigillando un evento indissolubile nella memoria collettiva, un trionfo di arte, passione e speranza.






