Un significativo colpo alla criminalità organizzata è stato inferto in provincia di Catanzaro con l’esecuzione di un decreto di confisca emesso dal Tribunale locale, sezione misure di prevenzione.
L’azione, di notevole impatto economico, ha riguardato otto proprietà immobiliari e due conti correnti, il cui valore complessivo stimato supera gli 830.000 euro.
L’operazione prende di mira tre figure ritenute di primaria importanza all’interno della cosca Trapasso, ramificazione della più ampia organizzazione mafiosa radicata a San Leonardo di Cutro (Crotone).
Questi tre individui erano già stati oggetto di indagine nell’ambito dell’operazione “Borderland” condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nel 2016.
L’inchiesta aveva portato alla luce il loro ruolo chiave all’interno del sodalizio criminale legato alla locale di Cutro, dominata dalla potente famiglia Grande Aracri.
Questa struttura mafiosa si è distinta per una sistematica attività estorsiva, esercitata con spietata efficacia nei confronti di imprenditori attivi nel settore turistico, un’economia strategica per la regione.
Il provvedimento di confisca non si è materializzato spontaneamente, ma è il culmine di un complesso e approfondito procedimento di prevenzione.
Tale percorso investigativo si è basato su rigorosi accertamenti patrimoniali ed economici, orchestrati dalla DDA e condotti da specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro.
L’attività di analisi ha scrupolosamente esaminato il profilo patrimoniale non solo dei tre destinatari, ma anche di coloro che li assistono, ovvero i loro familiari.
L’analisi ha rivelato una discordanza inequivocabile tra il tenore di vita esibito, il patrimonio in loro possesso e i redditi ufficialmente dichiarati o le attività economiche legittime svolte.
Questa incongruenza, già evidente e significativa, aveva precedentemente portato al decreto di sequestro delle stesse proprietà il 19 febbraio 2021, un atto preliminare a questa definitiva confisca.
L’operazione sottolinea l’importanza cruciale delle misure di prevenzione patrimoniale nella lotta contro la criminalità organizzata, dimostrando come la capacità di tracciare, analizzare e aggredire i beni illecitamente accumulati sia fondamentale per disarticolare le strutture mafiose e privarle delle risorse necessarie per perpetrare i loro crimini.
Il provvedimento rappresenta un segnale forte per la comunità e un impegno costante delle forze dell’ordine nel contrasto alla presenza mafiosa nel territorio calabrese.







