Continuità territoriale Sardegna: un’occasione da non perdere.

L’opportunità di ripensare radicalmente la continuità territoriale in Sardegna, sfruttando l’emergente disponibilità di compagnie aeree pronte a operare rotte senza oneri di servizio, si presenta come un imperativo economico e strategico.

Confapi Sardegna, con particolare attenzione al settore dei trasporti, solleva una questione cruciale: come canalizzare i risparmi derivanti da questa nuova dinamica per superare le criticità che affliggono il trasporto merci e, di conseguenza, l’intera economia insulare.
Si stima che questa disponibilità di risorse possa liberare un potenziale finanziario tra i 100 e i 130 milioni di euro, una cifra significativa che rischia di disperdersi se non destinata a un fondo straordinario dedicato esclusivamente alla continuità territoriale delle merci.
L’obiettivo non è semplicemente calmierare le tariffe per i passeggeri, bensì garantire che i prodotti delle imprese sarde possano raggiungere i mercati nazionali e internazionali a costi competitivi, eliminando l’attuale strozzatura rappresentata dai noli marittimi proibitivi.
L’urgenza di un approccio olistico alla continuità territoriale è accentuata dall’imminente entrata in vigore del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS).

Questa normativa, se non mitigata da un’adeguata infrastruttura di trasporto merci, rischia di isolare commercialmente la Sardegna, con conseguenze devastanti per la sua economia.

È pertanto fondamentale che la Regione attinga a proposte di legge precedentemente archiviate o si ispiri a modelli virtuosi già implementati in arcipelaghi come le Baleari e le isole greche, che hanno saputo trasformare la loro insularità in un vantaggio competitivo.

I risparmi generati non devono essere considerati un mero surplus, ma un investimento strategico in futuro.
L’associazione suggerisce una riallocazione intelligente di queste risorse, che potrebbe includere lo sviluppo di nuove rotte aeree non ancora attive, ampliando la connettività della Sardegna verso destinazioni chiave.
Questo andrebbe di pari passo con un abbattimento dei costi marittimi, equiparando le condizioni di spedizione per le PMI situate nel Sulcis o nel Nuorese rispetto alle aziende operanti nella penisola.
In definitiva, si tratta di implementare una vera e propria intermodalità, un approccio integrato che combini trasporto aereo, marittimo e terrestre, rappresentando l’unica soluzione efficace per contrastare l’insularità e promuovere lo sviluppo economico sostenibile della Sardegna.

La sfida è trasformare un potenziale ostacolo in un motore di crescita, sfruttando al meglio le opportunità offerte da un nuovo paradigma dei trasporti.

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