Cortina 2026: Accessibilità e Inclusione, un’Eredità per il Futuro

Cortina d’Ampezzo si proietta verso il futuro con un ambizioso progetto di trasformazione: diventare un esempio virtuoso di accessibilità e inclusione, un’eredità tangibile e duratura dei Giochi Olimpici e Paralimpici del 2026.

L’iniziativa, concretizzata nella “Guida all’Ospitalità Accessibile”, rappresenta il culmine di “Cortina per Tutti”, un percorso triennale di impegno civico e sviluppo urbano.

Il progetto trascende la mera preparazione dell’evento sportivo, abbracciando una visione più ampia di rigenerazione territoriale e sociale.

Si tratta di un intervento sistematico che mira a rendere Cortina un luogo accogliente e fruibile per tutti, indipendentemente da abilità fisiche, sensoriali, cognitive o economiche, non solo durante i Giochi ma per l’intera annualità.
L’approccio si fonda su un’analisi approfondita delle Linee Guida regionali e dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), identificando aree critiche e definendo azioni concrete per ottimizzare la mobilità, i percorsi pedonali e l’accessibilità ai servizi essenziali.
La “Guida all’Ospitalità Accessibile”, sviluppata in collaborazione con il protocollo Destination4All di Village for All-V4A, non si limita a fornire un elenco di strutture certificate.

È un vero e proprio strumento di partecipazione attiva, frutto del coinvolgimento diretto di operatori turistici, albergatori, commercianti e cittadini.
Il documento promuove una rete di accoglienza consapevole, valorizzando le pratiche positive già esistenti e stimolando un processo di miglioramento continuo attraverso criteri chiari, percorsi di formazione e supporto tecnico.

Funge da vero e proprio codice etico e civico, orientando decisioni e comportamenti di soggetti pubblici e privati verso un obiettivo condiviso: creare una comunità realmente inclusiva, dove l’accessibilità non è solo una questione di conformità normativa, ma un indicatore della qualità della vita e un elemento distintivo dell’identità cortinese.

Per la vicesindaca Roberta Alverà, la vera eredità olimpica risiede nella capacità di innescare cambiamenti profondi nelle persone e nei territori, ben oltre la realizzazione di infrastrutture e l’organizzazione di eventi.
La “legacy” immateriale, quel patrimonio di valori e consapevolezze che sopravvive alla conclusione delle competizioni, si alimenta dell’inclusione, della diversità e della partecipazione attiva.

I Giochi e i Paralimpiadi rappresentano un’occasione irripetibile per ricordare che la forza di una comunità si misura nella sua capacità di accogliere e valorizzare ogni differenza, trasformandola in un patrimonio comune.
Da questa consapevolezza nasce l’impegno a rendere il territorio cortinese non solo accessibile, ma anche più aperto, più umano, un luogo in cui ogni individuo possa sentirsi pienamente parte di una comunità accogliente e solidale.

Il progetto si configura quindi come un investimento nel futuro, un atto di responsabilità verso le generazioni presenti e future.

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