Crisi abitativa nelle Marche: serve un piano casa urgente.

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La crescente complessità delle esigenze abitative nel territorio marchigiano impone una revisione strategica e un intervento coordinato per rispondere in modo efficace alle sfide che attendono le fasce più vulnerabili della popolazione: giovani, individui in difficoltà e persone che affrontano separazioni familiari.

L’auspicio di un piano casa regionale strutturato e condiviso, emerso durante l’assemblea annuale dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Ancona, si configura come un’iniziativa cruciale per il futuro sociale ed economico della regione.

L’analisi del parco edilizio pubblico esistente, presentata da Sergio Cinelli, presidente di Erap Marche, rivela una situazione di marcata obsolescenza.

La preponderanza di costruzioni antecedenti al 1990 – che rappresentano il 70% del patrimonio – evidenzia una profonda inadeguatezza rispetto alle necessità attuali.
Tale deficit si traduce in una capacità di risposta limitata, riuscendo a soddisfare appena una quinta delle richieste di alloggi.
Oltre all’inadeguatezza quantitativa, l’edilizia pubblica si confronta con problematiche qualitative significative.

La presenza diffusa di barriere architettoniche compromette la vivibilità degli alloggi, penalizzando in particolare gli anziani e le persone con disabilità.
Parallelamente, la struttura degli alloggi spesso non si adatta alla composizione delle famiglie contemporanee, che tendono ad essere costituite da nuclei ridotti, con un singolo individuo o coppie, in netta contrapposizione con la dimensione delle famiglie presenti quarant’anni fa.
La transizione verso un modello abitativo più sostenibile e inclusivo richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga attivamente tutti gli stakeholders.
È necessario un tavolo di confronto permanente che includa non solo la Regione Marche e l’Anci Marche, ma anche i rappresentanti delle professioni tecniche (architetti, ingegneri, geometri) e le agenzie di sviluppo territoriale come Erap.
Tale sinergia è fondamentale per definire scelte strategiche condivise e per allocare le risorse pubbliche in modo prioritario, indirizzandole verso interventi mirati a rispondere alle reali necessità della comunità.

Questo piano casa regionale dovrebbe perseguire obiettivi ambiziosi, tra cui la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio esistente, la demolizione e ricostruzione di edifici obsoleti, la promozione di forme abitative innovative e flessibili, e l’implementazione di politiche abitative temporanee per sostenere l’accesso alla casa per le fasce più deboli.
Inoltre, la digitalizzazione dei processi di gestione degli alloggi e l’adozione di criteri di assegnazione trasparenti e meritocratici rappresentano elementi imprescindibili per garantire l’efficacia e l’equità del sistema.
La sfida è trasformare l’edilizia pubblica da un mero costo sociale a un motore di sviluppo economico e di coesione territoriale.

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