La crisi che affligge Pater, società gestrice delle Terme di Acqui Terme, ha generato un acceso confronto tra istituzioni, sindacati e vertici aziendali, culminato in una formale richiesta di revoca dei licenziamenti.
Un tavolo tecnico, presieduto dalla vicepresidente e assessora al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino, ha rappresentato il fulcro di un tentativo di mediazione, volto a scongiurare l’impatto devastante che la perdita di posti di lavoro avrebbe sul tessuto socio-economico acquese.
La posizione univoca assunta da Regione Piemonte, Comune di Acqui Terme e organizzazioni sindacali sottolinea l’impegno costante a sostegno dei lavoratori e del territorio, ribadendo la priorità assoluta a tutelare la comunità locale.
Si esclude categoricamente qualsiasi imposizione da parte dell’azienda, evidenziando la necessità di un approccio collaborativo e rispettoso delle esigenze del territorio.
Il Comune e la Regione confermano il loro pieno appoggio alla realtà di Acqui Terme, un’eccellenza termale che non può essere compromessa da scelte aziendali affrettate e penalizzanti.
In questo contesto, la visita prevista del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ad Acqui Terme, testimonia l’attenzione che l’amministrazione regionale pone alla vertenza e la volontà di comprendere in prima persona le dinamiche sottese alla crisi.
Oltre a Elena Chiorino, al tavolo hanno preso parte il sindaco Danilo Rapetti, il consigliere regionale Marco Protopapa e i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil e Uiltucs Alessandria, a testimonianza della complessità e della portata della questione.
La giunta regionale, in una nota ufficiale, ha chiarito con fermezza che il lavoro non è un parametro negoziabile, bensì un diritto fondamentale e un pilastro imprescindibile per la stabilità economica e sociale.
Si sottolinea che la responsabilità di un’impresa non si esaurisce nella mera ricerca del profitto, ma si estende alla capacità di contribuire attivamente al benessere e alla prosperità delle comunità in cui opera.
Ciò implica una gestione oculata delle risorse umane, un investimento nel capitale umano e un impegno concreto verso la sostenibilità sociale.
La crisi di Pater solleva interrogativi più ampi sulla governance delle imprese strategiche e sulla necessità di sviluppare modelli di business responsabili e orientati al bene comune.
È imperativo trovare soluzioni che preservino i posti di lavoro, tutelino il patrimonio termale di Acqui Terme e promuovano uno sviluppo economico inclusivo e duraturo, capace di valorizzare le competenze e le risorse del territorio.
Il futuro di Acqui Terme e dei suoi lavoratori dipende dalla capacità di tutti gli attori coinvolti di agire con spirito collaborativo e senso di responsabilità, ponendo al centro il benessere della comunità.









