Il dato demografico italiano del 2024 rivela una persistente, seppur in evoluzione, tendenza alla dissoluzione coniugale, con la Liguria e la Sicilia che si confermano le regioni con il tasso di divorzi più elevato in rapporto alla popolazione residente.
L’analisi dell’Istat, focalizzata sull’andamento dei matrimoni e delle separazioni, evidenzia come le due regioni contribuiscano significativamente, con oltre il 12%, al totale nazionale di 77.364 scioglimenti di unioni legali, includendo anche le cessazioni delle unioni civili.
La Liguria, in particolare, registra 2.225 divorzi, una cifra che riflette diverse modalità di procedura legale: 537 divorzi ottenuti tramite giudizio ordinario, 820 attraverso divorzi consensuali gestiti dai tribunali, 228 mediante negoziazioni assistite da avvocati e 640 direttamente presso gli uffici dello stato civile.
La Sicilia, con un numero di divorzi pari a 7.304, mostra una similarità nelle procedure, sebbene con numeri più ampi in ogni categoria.
Questi dati delineano un quadro complesso, che va oltre la semplice constatazione di un aumento dei divorzi, suggerendo anche variazioni nelle scelte procedurali delle coppie.
Il tasso di divorzi per 1.000 abitanti, a livello nazionale, si attesta a 1,3, mantenendo l’identico valore registrato nel 2023.
Questo dato, apparentemente stabile, è significativo poiché indica una progressiva attenuazione delle disparità regionali.
La tendenza alla convergenza tra Nord e Sud del Paese, precedentemente caratterizzata da differenze marcate, suggerisce un’omogeneizzazione dei fattori socio-culturali e economici che influenzano la stabilità coniugale.
Nonostante questa convergenza generale, la Liguria e la Sicilia si distinguono nettamente, mantenendo il primato nelle statistiche.
Al contrario, la provincia autonoma di Bolzano/Bozen, con un tasso di 1 divorzio ogni 1.000 abitanti, si posiziona ai vertici di una graduatoria inversa, evidenziando un modello di stabilità familiare differente.
Questo divario regionale potrebbe essere imputabile a una pluralità di variabili, tra cui modelli culturali specifici, condizioni economiche, accesso a servizi di supporto familiare e politiche sociali regionali.
L’analisi approfondita di questi fattori è cruciale per comprendere le dinamiche complesse che sottendono alla frammentazione coniugale in Italia e per implementare strategie di prevenzione e supporto mirate.








