L’Emilia-Romagna si afferma, nel 2024, come regione leader in Italia per performance di raccolta differenziata, raggiungendo una percentuale del 79%.
Questo dato, superiore al Veneto, che fino ad allora deteneva la vetta, testimonia un’evoluzione significativa nel sistema di gestione dei rifiuti urbani regionale, con un incremento dell’1,8% rispetto all’anno precedente, in linea con le previsioni delineate nel Piano Regionale dei Rifiuti.
I dati ufficiali, recentemente pubblicati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel Rapporto Rifiuti Urbani 2025, offrono un quadro dettagliato di un impegno continuo verso la sostenibilità ambientale.
La progressione da una percentuale del 72,2% nel 2020 evidenzia un percorso di crescita virtuoso, quasi otto punti percentuali in soli quattro anni.
L’Assessora Regionale all’Ambiente, Irene Priolo, sottolinea come la proiezione per il 2025 indichi il superamento della soglia dell’80%, un traguardo ambizioso che riflette l’efficacia delle politiche implementate.
Questo successo non è solo un motivo di orgoglio, ma anche un catalizzatore per investimenti mirati all’innovazione tecnologica, al miglioramento della qualità del servizio offerto ai cittadini e, cruciale, al rafforzamento della partecipazione attiva delle comunità locali.
La consapevolezza civica e la responsabilizzazione individuale si rivelano infatti elementi imprescindibili per il successo di qualsiasi sistema di gestione dei rifiuti.
L’analisi territoriale rivela una disomogeneità nella performance di raccolta differenziata tra le diverse province.
Reggio Emilia, Modena e Forlì-Cesena spiccano con percentuali superiori all’83%, dimostrando un’organizzazione particolarmente efficiente e una forte cultura della differenziazione.
Ravenna, Parma, Ferrara, Bologna, Piacenza e Rimini seguono a ruota, seppur con margini di miglioramento, in particolare quest’ultima, penalizzata dalla temporanea sospensione delle procedure di affidamento del servizio.
All’interno dei capoluoghi, Ferrara e Reggio Emilia si distinguono per risultati eccellenti.
La crescita del numero di comuni che raggiungono o superano l’80% (167, pari al 50,6% del totale) e il numero di comuni che superano il 90% (36) sono indicatori chiave di un’inversione di tendenza verso una maggiore responsabilità ambientale a livello locale.
La composizione dei rifiuti raccolti rivela che l’organico rappresenta la frazione più significativa (37,4%), seguita da carta (18,9%), vetro (8,6%), legno (8,4%) e plastica (8%).
Questo dato sottolinea l’importanza di strategie specifiche per la gestione ottimale della frazione organica, attraverso la promozione del compostaggio domestico e di iniziative di sensibilizzazione per ridurre lo spreco alimentare.
La sfida futura sarà quella di migliorare ulteriormente la raccolta della plastica, attraverso l’adozione di sistemi di differenziazione più efficaci e la promozione del riciclo chimico.
L’obiettivo ultimo è trasformare i rifiuti non in un problema da smaltire, ma in una risorsa da valorizzare, promuovendo un’economia circolare che minimizzi l’impatto ambientale e massimizzi il beneficio sociale.

