lunedì 12 Gennaio 2026

Fiamma Olimpica a Cuneo: Emozioni, Memorie e un Segno di Speranza

L’attesa culmina in una Piazza Galimberti vibrante, un mare di volti che accoglie il passaggio solenne della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 a Cuneo.
L’evento, più di una semplice tappa, si configura come un anello di congiunzione tra la storia olimpica e il presente, tra la memoria delle passate edizioni e l’entusiasmo per quelle future.
Il braciere, simbolo tangibile di speranza e spirito olimpico, viene acceso da Elisa Rigaudo, ex marciatrice di talento, in un gesto che racchiude l’eredità di impegno e dedizione sportiva.

Prima di lei, il palco accoglie due figure emblematiche dello sport italiano: Stefania Belmondo, leggenda del fondo con un palmarès di dieci medaglie olimpiche, e Marta Bassino, atleta costretta a un doloroso stop a ridosso dei Giochi, che esprime un desiderio di partecipazione e un’auspicio per le sue connazionali.
“Sicuramente sapranno sorprenderci,” afferma Bassino, rivelando un sentimento di orgoglio e un’attesa piena di speranza.

La cerimonia si apre con il protocollo delle istituzioni, il saluto della Sindaca Patrizia Manassero e dell’Assessore Regionale allo Sport, Paolo Bongioanni, ma subito si concede al fascino del ricordo.

Un omaggio speciale è riservato a Gabriella Arnol, figlia del Generale Piero Arnol, figura chiave nel comitato organizzatore delle Olimpiadi di Cortina 1956, che porta con sé la fiaccola di settant’anni fa, un ponte vivente tra due epoche olimpiche.

L’immagine evoca un’epoca di ricostruzione, di rinascita, di riaffermazione dell’identità italiana attraverso lo sport.
Il percorso della torcia, giunta dalla Liguria, si snoda per sei chilometri attraverso il cuore della città, affidata al passaggio di testimoni, a rappresentanti della comunità.
Tuttavia, la celebrazione si interseca con una voce di dissenso.

Il Coordinamento Cuneo per Gaza, presente in piazza, manifesta la propria opposizione alla partecipazione di Israele ai Giochi Olimpici, sollevando un dibattito complesso e articolato che trascende la dimensione sportiva e si inserisce in un contesto geopolitico più ampio.
Il gesto sottolinea come l’evento olimpico, pur nella sua aspirazione all’universalità, possa diventare terreno di confronto e di espressione di posizioni contrastanti.
La Fiamma poi proseguirà il suo cammino domenica, con la seconda tappa nella Granda, un percorso suggestivo che toccherà le colline patrimonio dell’UNESCO di Bra, La Morra e Alba, per poi dirigersi verso Asti e giungere nel pomeriggio a Torino.

Un itinerario che celebra la bellezza del territorio piemontese e anticipa l’imminente apertura dei Giochi Olimpici Invernali, un evento che promette emozioni, sfide e un’occasione unica per l’Italia di brillare nel panorama sportivo mondiale.

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