Fiamma Olimpica a Cuneo: Emozioni, Sport e Riflessioni

Una folla commossa ha invaso Piazza Galimberti a Cuneo per accogliere la Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, un simbolo tangibile di speranza e rinnovamento sportivo che riaccende il sogno olimpico in Italia.
L’evento, più di una semplice tappa, si è configurato come un ponte tra passato, presente e futuro, un’occasione per celebrare l’eccellenza sportiva italiana e la resilienza di una comunità.
Prima del momento culminante, il palco ha visto salire figure emblematiche dello sport italiano.

Stefania Belmondo, leggendaria campionessa di fondo, decana di un’epoca d’oro per lo sci nordico italiano, ha condiviso la sua visione, esprimendo fiducia nelle nuove generazioni di atleti e sottolineando l’importanza di un supporto costante.
Marta Bassino, costretta a rinunciare ai Giochi a causa di un infortunio, ha espresso un rammarico velato di ottimismo, augurandosi di seguire il percorso olimpico da spettatrice e di rivivere presto l’emozione della competizione.

La sua presenza ha rappresentato un monito sulla fragilità del corpo umano e sulla tenacia necessaria per superare gli ostacoli.
La cerimonia si è aperta con i protocolli di circostanza, il saluto delle autorità locali, la sindaca Patrizia Manassero e l’assessore regionale allo Sport, Paolo Bongioanni, che hanno sottolineato l’importanza dell’evento per l’immagine e l’orgoglio del territorio.
Un omaggio al passato ha poi legato la contemporaneità alle radici storiche dell’Olimpiade, con la presenza di Gabriella Arnol, figlia del generale degli Alpini Piero Arnol, figura chiave nell’organizzazione delle Olimpiadi di Cortina 1956.
La fiaccola di quell’edizione, un lascito di valori e spirito pionieristico, ha illuminato il presente, richiamando l’eredità di un’Italia capace di ospitare grandi eventi con passione e dedizione.

Il percorso della torcia, giunta dalla Liguria, ha attraversato il centro storico di Cuneo, un fiume umano che ha accompagnato la Fiamma attraverso sei chilometri di entusiasmo.

Tuttavia, l’evento non è stato esente da tensioni.
La mobilitazione del coordinamento “Cuneo per Gaza” ha espresso il dissenso nei confronti della partecipazione di Israele ai Giochi, sollevando interrogativi complessi sull’etica dello sport e il suo legame con le dinamiche geopolitiche.
Un segnale di come il simbolismo olimpico, pur evocando ideali di pace e amicizia tra le nazioni, si trovi spesso a confrontarsi con le realtà contingenti e le controversie globali.
La staffetta olimpica prosegue domenica con una seconda tappa che abbraccia la Granda, con partenza da Bra, passaggio attraverso le colline vitivinicole di La Morra e l’elegante città di Alba, per poi dirigersi verso Asti e concludersi nel pomeriggio a Torino.

Un percorso che, come la Fiamma che lo accompagna, incrocia storia, cultura e paesaggi mozzafiato, proiettando l’attenzione dell’Italia e del mondo verso i prossimi Giochi Invernali.
L’evento si configura non solo come una celebrazione sportiva, ma come un’opportunità di riflessione sui valori dell’olimpismo e sul ruolo dello sport nella società contemporanea.

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