Il Futuro del Made in Friuli Venezia Giulia: Intelligenza Artificiale, Turismo e la Sfida della Trasformazione DigitaleUn’indagine condotta dal Centro Studi della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Pordenone-Udine svela un quadro complesso e stimolante per il tessuto imprenditoriale friulano.
Il primo sondaggio dedicato all’Intelligenza Artificiale (IA) rivela un’aspettativa diffusa – il 69% degli operatori – di benefici concreti derivanti dall’adozione di queste tecnologie, segnando una chiara consapevolezza del loro potenziale trasformativo.
Tuttavia, questa visione ottimistica contrasta con una realtà di adozione ancora frammentata: oltre la metà delle imprese (60,2%) non ha ancora introdotto l’IA nei propri processi, mentre solo una piccola percentuale (7,2%) ha implementato soluzioni strutturate.
Lungi dall’essere una semplice “moda passeggera” (percezione condivisa solo dall’11% dei rispondenti), l’IA emerge come un potenziale motore di crescita e competitività, in grado di rimodellare i modelli operativi e di offrire nuovi servizi.
L’indagine, che ha coinvolto 752 imprese attraverso una metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interview) tra il 4 e il 19 novembre, mette in luce un divario critico: la barriera principale non risiede tanto nei costi di implementazione, quanto nella mancanza di tempo e, soprattutto, di competenze specialistiche (58,5%).
Questo dato sottolinea l’urgente necessità di investimenti in formazione mirata, non solo per i dirigenti, ma anche per il personale di tutti i livelli, al fine di favorire una cultura dell’innovazione diffusa e inclusiva.
L’interesse per le applicazioni dell’IA si concentra principalmente su due aree strategiche: il marketing e la gestione dei rapporti con la clientela (55,1%), seguiti dai processi amministrativi e gestionali (49,1%).
Queste priorità riflettono la crescente importanza dell’esperienza del cliente e dell’efficienza operativa nell’economia moderna.
Un’analisi specifica del settore turistico, che rappresenta una quota significativa del campione (4,9%), rivela un grado di digitalizzazione ancora insufficiente.
Oltre il 40% delle imprese opera in modalità prevalentemente manuale, mentre quasi la metà utilizza strumenti digitali in modo parziale.
Paradossalmente, proprio in questo settore, fortemente legato all’immagine e alla promozione, l’IA è percepita come uno strumento cruciale per il marketing e la comunicazione digitale (38%).
Tuttavia, la difficoltà di tradurre questa consapevolezza in azioni concrete (48% degli intervistati necessita di chiarimenti sull’applicazione pratica) evidenzia un ulteriore ostacolo da superare.
La carenza di personale, un problema diffuso tra gli operatori intervistati, suggerisce che l’IA potrebbe offrire un valido supporto, non solo automatizzando compiti ripetitivi, ma anche liberando risorse umane per attività a più alto valore aggiunto (58,1% nel marketing e 53,5% nell’amministrazione).
L’indagine conclude sottolineando l’importanza cruciale del sostegno pubblico e privato per stimolare l’adozione dell’IA.
Il 16,1% delle imprese prevede investimenti nei prossimi due anni, mentre una percentuale ancora più elevata (38,2%) si dichiara disposta a investire solo a condizione di beneficiare di incentivi o di partecipare a progetti locali.
La formazione pratica, identificata come la forma di supporto più richiesta (42,8%), rappresenta un investimento strategico per il futuro del “Made in Friuli Venezia Giulia”, un territorio chiamato a competere nell’economia globale attraverso l’innovazione e la digitalizzazione.







