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Leonardo Bove rientra a Milano: un ritorno pieno di speranza.

Il ritorno a casa, un anelito universale che si fa ancora più intenso quando la fragilità umana è messa a dura prova.
Questa sera, l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano si appresta ad accogliere Leonardo Bove, il giovane milanese di soli sedici anni gravato dalle ferite subite nel tragico incendio avvenuto a Crans-Montana, in Svizzera.
Un evento che ha scosso la comunità, lasciando un segno indelebile nella vita del ragazzo e dei suoi cari.
Il trasferimento, attentamente orchestrato e coordinato tra le autorità sanitarie svizzere e lombarde, rappresenta una tappa cruciale nel percorso di cura e riabilitazione di Leonardo.
L’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’importanza della collaborazione transfrontaliera e l’impegno profuso per garantire il rientro del giovane in un contesto familiare e sanitario di riferimento.

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La decisione di procedere con il trasferimento è stata presa in seguito a una valutazione clinica approfondita, che ha considerato sia le condizioni di Leonardo, che necessitano di cure specialistiche e monitoraggio continuo, sia le opportunità offerte dal sistema sanitario lombardo.

L’elicottero di AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), decollato dalla base di Bergamo, con a bordo un’équipe medica altamente specializzata, incarna l’eccellenza del soccorso sanitario e la prontezza operativa dell’organizzazione.
Il viaggio, reso possibile da condizioni meteorologiche favorevoli, è stato pianificato con la massima precisione, minimizzando i rischi e garantendo la sicurezza del paziente.

L’arrivo all’Ospedale Niguarda è previsto entro la serata odierna, un momento carico di speranza e sollievo per la famiglia di Leonardo e per tutta la comunità.
L’Ospedale Niguarda, un punto di riferimento per la medicina avanzata e la cura dei traumi complessi, offrirà a Leonardo un ambiente multidisciplinare, in grado di rispondere alle sue specifiche esigenze terapeutiche e riabilitative.

Questo ritorno non è solo un trasferimento fisico, ma un atto di cura profonda, un abbraccio collettivo che testimonia la forza della solidarietà umana e la resilienza di fronte alle avversità.
Si tratta di un atto che va oltre la mera assistenza medica, rappresentando un simbolo di speranza e un invito a sostenere la famiglia di Leonardo nel lungo percorso che lo attende.

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