domenica 22 Febbraio 2026

Lombardia, qualità dell’aria: progressi e sfide all’orizzonte

Il quadro della qualità ambientale in Lombardia, delineato dai dati raccolti dall’ARPA tra il 1° gennaio e il 18 dicembre 2025, proietta un’evoluzione positiva, seppur con ombre persistenti e sfide crescenti all’orizzonte.
L’analisi, che si basa su un monitoraggio capillare del territorio, rivela un andamento generalmente favorevole, ma sottolinea la necessità di un impegno costante e rafforzato per raggiungere obiettivi di tutela ambientale sempre più stringenti.
L’attenzione primaria è rivolta alle polveri sottili, in particolare il PM10.
I valori medi annuali, in tutte le province, si mantengono al di sotto del limite imposto di 40 microgrammi per metro cubo, un risultato incoraggiante che testimonia l’efficacia delle politiche ambientali implementate.

Tuttavia, il numero di giorni di superamento della soglia di 50 microgrammi, considerati tollerabili annualmente, rimane preoccupante in alcune aree.
Città come Milano, Lodi, Monza e Cremona continuano a registrare un numero elevato di superamenti, con Milano in testa con ben 64 giorni.

Un distacco minore si riscontra a Mantova e Pavia, seguite da Brescia, Bergamo e Lecco.
Sondrio e Como presentano dati più virtuosi, mentre Varese spicca per l’eccezionale performance con soli tre giorni di superamento.

Questa variabilità territoriale suggerisce una disomogeneità nell’efficacia delle misure di controllo dell’inquinamento e la necessità di interventi mirati.
Il PM2.5, particolato ancora più pericoloso per la salute umana, ha rispettato i limiti stabiliti in tutte le centraline di monitoraggio, ad eccezione di quella di Soresina (Cremona), dove si è osservato un peggioramento rispetto all’anno precedente.

Questo episodio isolato richiede un’indagine approfondita per identificare le cause del deterioramento e implementare azioni correttive immediate.
Anche il biossido di azoto (NO2), un altro inquinante atmosferico rilevante, ha complessivamente rispettato i limiti di legge, con una sola eccezione a Cinisello Balsamo, dove il valore ha superato di poco la soglia di 40 microgrammi.

La situazione dell’ozono, tuttavia, rimane critica.

I livelli di ozono continuano a superare in modo diffuso i target previsti dalla normativa, rappresentando una sfida significativa per il miglioramento della qualità dell’aria in Lombardia.

L’ozono, infatti, è un inquinante secondario, formato dalla reazione di altri inquinanti in presenza di luce solare, rendendo più complesso il controllo delle sue concentrazioni.
L’ARPA, nel suo resoconto, sottolinea che il trend positivo registrato deve essere consolidato nel tempo.
Le nuove direttive europee (2024/2881), che impongono obiettivi di qualità dell’aria ancora più stringenti, e le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che suggeriscono limiti ancora più rigorosi per numerosi parametri, rappresentano un quadro di riferimento ambizioso che richiede un impegno costante e innovativo da parte di tutti gli attori coinvolti.

Il futuro della qualità ambientale in Lombardia dipende dalla capacità di integrare queste nuove sfide in una strategia di lungo termine, basata sulla prevenzione, l’innovazione tecnologica e la sensibilizzazione dei cittadini.

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