Il 2025 si configura come un anno di risultati significativi per il comparto della mela in Trentino-Alto Adige, regioni chiave per la produzione frutticola italiana.
I dati preliminari, elaborati e divulgati dal comitato marketing di Assomela, rivelano un andamento produttivo che consolida il ruolo primario del territorio a livello nazionale e internazionale.
In Trentino, la produzione ha registrato un incremento dell’8%, toccando il valore di 517.313 tonnellate.
Questo aumento, sebbene positivo, è da interpretare all’interno di un contesto più ampio, segnato da sfide agronomiche e climatiche che richiedono sempre maggiore attenzione alla gestione delle risorse idriche e alla resilienza delle coltivazioni.
In Alto Adige, la potenza produttiva si conferma con 1.056.981 tonnellate, un aumento più contenuto, pari al 2%, che testimonia una maggiore stabilità e un focus sulla qualità del prodotto, piuttosto che su volumi massimi.
A livello nazionale, la produzione complessiva di mele si attesta a 2.317.545 tonnellate, un dato che sottolinea l’importanza strategica del settore per l’economia agricola italiana.
Tuttavia, la sola quantità non è sufficiente a garantire la competitività e la sostenibilità nel lungo termine.
È cruciale investire in innovazione, ricerca e sviluppo di varietà resistenti alle malattie e adattabili ai cambiamenti climatici, oltre a promuovere pratiche agricole sostenibili che preservino la biodiversità e riducano l’impatto ambientale.
Assomela, consapevole delle sfide che attendono il settore, intensifica il suo impegno per l’apertura di nuovi mercati all’estero.
L’obiettivo è diversificare i canali di esportazione e ridurre la dipendenza da mercati tradizionali, spesso soggetti a fluttuazioni economiche e politiche.
“Stiamo monitorando attentamente potenziali nuovi sbocchi commerciali in diverse aree del mondo,” spiega il direttore Giovanni Missanelli, “e stiamo collaborando attivamente con le autorità competenti per facilitare i negoziati istituzionali necessari all’apertura di nuovi accordi commerciali.
“L’attenzione si concentra in particolare su paesi come Messico, Argentina e Cina, mercati ancora inesplorati per le mele italiane.
La strategia si fonda sulla valorizzazione delle caratteristiche distintive del prodotto, quali la qualità superiore, l’affidabilità e la tracciabilità, elementi fondamentali per conquistare la fiducia dei consumatori internazionali e competere con successo in un contesto globale sempre più complesso.
L’esportazione non è solo una questione economica, ma anche un veicolo di promozione dell’immagine del Made in Italy e della cultura agricola italiana nel mondo.
Il futuro del settore dipende dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, qualità e sostenibilità, e di costruire partnership strategiche per affrontare le sfide del mercato e cogliere le opportunità di crescita.









