Nuovo accordo sanitario: rivoluzione nella medicina generale.

L’accordo integrativo regionale per i rapporti con i medici di medicina generale segna un punto di svolta nell’architettura dell’assistenza sanitaria territoriale, formalizzando una transizione complessa e ambiziosa.

Frutto di un’intesa tra le autorità sanitarie regionali e le rappresentanze sindacali, il documento non è un mero aggiornamento contrattuale, ma un’espressione tangibile della riforma più ampia delle cure primarie, che proietta il sistema di assistenza territoriale al centro della presa in carico del paziente.
La nuova visione si discosta radicalmente dal modello precedente, orientando l’organizzazione della medicina generale verso un’integrazione completa all’interno di reti territoriali avanzate, le cosiddette Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT).
Questo processo implica la strutturazione di un ciclo fiduciario e la definizione di un orario di lavoro standardizzato per tutti i medici di medicina generale, garantendo una presenza continua e programmata sul territorio.

L’obiettivo primario è superare le criticità intrinseche del precedente sistema di Continuità Assistenziale, basato sul modello della ex Guardia Medica, spesso caratterizzato da disomogeneità nella qualità del servizio e difficoltà di accesso.

L’innovazione più significativa risiede nell’attivazione delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), che rappresentano il fulcro di questa nuova organizzazione.

Le UCCP non sono semplicemente aggregati di studi medici, ma veri e propri presidi sanitari integrati, capaci di offrire una gamma più ampia di servizi e di coordinare l’intervento di diversi professionisti sanitari.

L’adozione di un sistema informativo unificato, totalmente digitalizzato, è un elemento cruciale per la coesione e l’efficienza del sistema, facilitando lo scambio di dati e la condivisione di informazioni tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali territoriali e strutture ospedaliere.
Il nuovo modello mira a garantire una copertura assistenziale continua, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, con un potenziamento particolare dell’offerta nelle ore diurne, rispondendo in modo più efficace alle reali esigenze di salute della popolazione.

L’integrazione degli studi medici con le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Centrali Operative Territoriali definisce un ecosistema sanitario territoriale completo, capace di offrire cure preventive, diagnostiche e terapeutiche, riducendo la pressione sugli ospedali e promuovendo un approccio centrato sulla persona.
Questo cambiamento strategico non è solo una riorganizzazione burocratica, ma una riprogettazione profonda del modo in cui la sanità viene erogata, con l’obiettivo di costruire un sistema più equo, accessibile e sostenibile per il futuro.

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