Un’eccezionale irruzione di aria polare, originaria delle regioni artiche, ha investito l’Austria, generando un’ondata di freddo di intensità notevole e interessando ampie aree del paese.
I dati raccolti da Geosphere Austria rivelano che le regioni più colpite si sono concentrate nel Mühlviertel, nel Waldviertel e nell’Außerfern tirolese, aree tradizionalmente esposte a condizioni climatiche più rigide per la loro posizione geografica e l’influenza di correnti d’aria provenienti dal nord.
La stazione meteorologica di Liebenau-Gugu, situata a Freistadt nel Mühlviertel, ha registrato la temperatura più bassa, con un vertiginoso -25,7 gradi Celsius.
Un valore quasi equiparabile è stato rilevato a Schwarzau, nel comune di Moorbad Harbach, dove il termometro ha indicato -24,3 gradi.
Queste cifre, ben al di sotto della media stagionale, testimoniano la portata dell’irruzione di freddo, esacerbata dalla particolare conformazione orografica del territorio, che favorisce il ristagno dell’aria fredda in valli e conche.
Il Tirolo, notoriamente una regione alpina con climi spesso aspri, non è stato risparmiato, con localizzazioni come Tannheim (-22,4 °C) ed Ehrwald (-20,2 °C) che hanno subito temperature estreme.
Anche il Vorarlberg, con Lech am Arlberg che ha toccato i -20,3 °C, e il Salisburghese, con St.
Michael im Lungau a -20,2 °C, hanno sperimentato condizioni climatiche ben al di sotto della norma.
La localizzazione di St.
Jakob in Defereggen, nel Tirolo Orientale, ha visto la temperatura scendere a una critica soglia dei -20 °C, sottolineando la diffusa natura dell’evento.
Sebbene queste temperature siano significativamente basse, esse non hanno ancora raggiunto i record storici nazionali.
Il valore più basso mai registrato in una zona abitata risale all’11 febbraio 1929, quando a Zwettl furono misurati -36,6 gradi Celsius, un’esperienza climatica decisamente più intensa rispetto a quella attuale.
Tale evento storico, legato a particolari configurazioni sinottiche e alla persistenza di condizioni antartiche, serve da punto di riferimento per comprendere l’eccezionalità del freddo odierno.
Gli esperti del settore prevedono che le temperature basse persisteranno anche nei prossimi giorni, suggerendo un’ampia e prolungata influenza dell’aria polare.
La stabilità di questa massa d’aria fredda, unita all’assenza di perturbazioni significative, potrebbe portare a condizioni invernali particolarmente rigide e a potenziali impatti sulla vita quotidiana, sull’agricoltura e sugli ecosistemi alpini.
L’attenzione resta quindi focalizzata sull’evoluzione delle condizioni meteorologiche e sulla possibilità di nuovi record di freddo nelle prossime ore.

