Orlandi e il Vaticano: Pagano svela il Secretum e il mistero resta.

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La scomparsa di Emanuela Orlandi, un enigma che continua ad alimentare interrogativi e speculazioni, ha nuovamente al centro dell’attenzione la figura di monsignor Sergio Pagano, ex prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano – ora rinominato Archivio Apostolico Vaticano.
Durante un incontro a Londra, organizzato presso l’Istituto Italiano di Cultura, Pagano ha offerto una prospettiva inedita e complessa sulla vicenda, disilludendo le aspettative di una rivelazione sensazionale all’interno dei documenti vaticani.
L’esperienza di Pagano, maturata in quarant’anni di servizio all’interno di quell’imponente deposito di memorie, definita da molti la “centrale dell’intelligence europea”, offre una lettura sfaccettata di un archivio che custodisce oltre quattro milioni di documenti, accumulati a partire dal 1611.

Questo patrimonio storico, esteso per 86 chilometri lineari, non è solo una raccolta di atti, ma una chiave di lettura per comprendere la storia della Chiesa e, di riflesso, la storia del mondo.

Pagano ha negato categoricamente la presenza di documenti significativi riguardanti la scomparsa di Emanuela Orlandi.

Le sue ricerche, a differenza di quanto suggerito in seguito dalle dichiarazioni del procuratore Diddi, non hanno rivelato nuove informazioni.

L’assenza di prove concrete e la persistenza di una narrazione avvolta nel mistero, secondo Pagano, testimoniano la mancanza di una vera e propria base documentaria per le teorie più elaborate.
Tuttavia, l’esperienza di Pagano non si limita alla vicenda Orlandi.

Il prelato ha percepito un cambiamento nell’atmosfera dell’Archivio, un’aria che lo rendeva a disagio.

Questa sensazione, unita alla volontà di rendere pubbliche informazioni precedentemente celate, lo ha spinto a collaborare con Massimo Franco per la stesura di *Secretum*, un’opera che mira a rileggere in modo originale e sorprendente capitoli cruciali della storia ecclesiastica.

Il libro apre uno spiraglio su temi di grande rilevanza: il processo a Galileo Galilei, il silenzio di Pio XII durante la Shoah, argomenti che Pagano ha avuto l’opportunità di studiare approfonditamente e di presentare al pubblico.

Durante l’incontro londinese, ha anche condiviso aneddoti inediti, inclusa un’esperienza con una multinazionale interessata a digitalizzare l’intero archivio attraverso l’intelligenza artificiale.
L’iniziativa si è rivelata insostenibile, con i tecnici della società che, di fronte alla complessità dei documenti, hanno espresso la preferenza per l’elaborazione di testi in lingua araba, sottolineando l’insostituibilità dell’intelligenza umana per una comprensione accurata e contestualizzata di tali materiali.
Questo episodio sottolinea, in ultima analisi, la natura intrinsecamente umana e interpretativa del lavoro di un archivista e la difficoltà di sostituire la comprensione e l’analisi umana con algoritmi informatici, anche i più sofisticati.

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