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Ornella Vanoni, una targa a Milano: omaggio a un’artista senza tempo.

Milano si appresta a onorare la memoria di Ornella Vanoni, figura imprescindibile del panorama artistico italiano e milanese, con la cerimonia di posa di una targa commemorativa in Largo Greppi, un luogo emblematico che testimonia le radici profonde del suo percorso professionale.

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La scelta di questo spazio, di fronte al Piccolo Teatro Strehler, non è casuale, ma sottolinea il ruolo cruciale che il teatro ha ricoperto nell’evoluzione della sua carriera, segnando l’inizio di un sodalizio artistico duraturo e significativo.

Questa iniziativa, promossa congiuntamente dal Comune di Milano e dal Piccolo Teatro, rappresenta un atto di riconoscimento ufficiale per un’interprete che ha saputo incarnare, attraverso decenni di evoluzione musicale, l’anima stessa di un’epoca.
Vanoni non è stata semplicemente una cantante; è stata un’attrice, una poetessa, una narratrice capace di tradurre in note e interpretazioni le complessità dell’animo umano.

La sua voce, intensa e vibrante, ha attraversato generi diversi, dalla malinconia della “mala” degli anni ’60, che ne ha consacrato il successo, alle sperimentazioni del pop d’autore, fino alle contaminazioni avveniristiche con il jazz e le sonorità esotiche della musica brasiliana.

La cerimonia, in programma domenica 18 gennaio, sarà un momento di celebrazione pubblica, arricchito da un omaggio televisivo speciale.
Fabio Fazio, con la collaborazione dell’amministrazione comunale e del Piccolo Teatro, ha ideato una puntata esclusiva di “Che tempo che fa”, intitolata “Ornella senza fine”, per offrire al pubblico un ritratto completo e commovente dell’artista.

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, affiancato dall’Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e dai direttori del Piccolo Teatro, Lanfranco Li Cauli e Claudio Longhi, presiederanno la scoperta della targa, un gesto simbolico per eternare la sua presenza nella storia della città.

Il legame tra Ornella Vanoni e il Piccolo Teatro si configura come un capitolo fondamentale della sua parabola artistica.
Affondato nelle prime stagioni degli anni Cinquanta, si è concretizzato in un debutto memorabile il 13 aprile 1957, nello spettacolo “I giacobini” di Federico Zardi, sotto la direzione di Giorgio Strehler.
In quell’occasione, la giovane Vanoni si esibì nell’interpretazione dei canti rivoluzionari, un’occasione inedita per una giovane artista che si affacciava al pubblico.

Da quel momento, si è instaurata una relazione di reciproco rispetto e collaborazione che ha continuato a nutrirsi nel corso del tempo, cementando un’eredità artistica che trascende i generi e le epoche.
La targa, dunque, non è solo un monumento alla memoria, ma un simbolo di un percorso artistico che ha saputo fondere teatro e musica, interpretazione e voce, in un connubio unico e indimenticabile.

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