Il rendiconto consuntivo 2024 della Regione Marche, approvato dal Consiglio regionale, delinea un quadro finanziario complesso, segnato da una gestione attenta ma esposta a sfide strutturali.
Il risultato di amministrazione, attestato a 893,6 milioni di euro, convive con un disavanzo disponibile di 49,7 milioni, indicativo di un margine di manovra limitato per interventi futuri.
Le entrate registrate si sono attestate a 5,4 miliardi di euro, bilanciate da spese impegnate pari a 5,3 miliardi, evidenziando un’attività amministrativa intensa e una spesa pubblica significativa.
La discussione in Consiglio, preceduta dal giudizio di parificazione della Corte dei Conti rilasciato il 30 ottobre, ha visto la relazione congiunta di Jessica Marcozzi (Forza Italia), presidente della commissione Bilancio, e Micaela Vitri (Pd), vicepresidente, che hanno offerto prospettive contrastanti sull’andamento finanziario regionale.
La giunta regionale, guidata dalla Presidente Marcozzi, ha sottolineato la capacità di mantenere l’equilibrio di bilancio, evidenziando interventi strategici in settori chiave.
In particolare, la riforma delle Aziende Sanitarie Locali (ASL), strutturate in cinque enti dotati di personalità giuridica, è stata presentata come un elemento cruciale per garantire la sostenibilità economica e finanziaria del sistema sanitario marchigiano.
L’amministrazione ha inoltre rimarcato un’inversione di tendenza nell’utilizzo delle risorse comunitarie, posizionando la Regione tra le prime nell’avanzamento dei programmi operativi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo Sociale Europeo (FSE), segnale di una maggiore efficienza nell’accesso e nell’utilizzo dei finanziamenti europei.
Un ulteriore punto di forza, secondo la giunta, risiede nella capacità di evitare aumenti della pressione fiscale, posizionando la Regione Marche al pari della Lombardia per questo specifico indicatore.
Tuttavia, l’approvazione del rendiconto non è stata priva di contestazioni.
Le opposizioni, guidate da Micaela Vitri, hanno espresso riserve significative, sottolineando criticità rilevanti in settori strategici come la sanità, la gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’attuazione delle misure a seguito del sisma, la governance delle agenzie partecipate e degli enti strumentali.
In particolare, l’incremento preoccupante della mobilità sanitaria passiva – ovvero il flusso di pazienti che si rivolgono a strutture sanitarie fuori Regione – è stato identificato come un campanello d’allarme, indicativo di potenziali debolezze nell’offerta di servizi sanitari sul territorio regionale e di un impatto finanziario aggiuntivo per la Regione.
L’approvazione del rendiconto, quindi, si configura come un punto di partenza per un’analisi più approfondita delle criticità emerse, con l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa, migliorare l’efficienza nella gestione delle risorse e garantire una maggiore resilienza del sistema regionale di fronte alle sfide future, tra cui la piena attuazione del PNRR e il superamento delle conseguenze del sisma.
L’attenzione alla mobilità sanitaria passiva, in particolare, richiederà interventi mirati per rafforzare l’offerta di servizi sul territorio e ridurre i costi per la Regione.

