La gestione dei rifiuti in Italia, e in particolare a Genova, trascende la mera logica del risparmio economico o della tutela ambientale, configurandosi come un elemento cruciale per la salvaguardia della legalità e la costruzione di una comunità responsabile.
Questa consapevolezza, espressa dal direttore generale di Amiu Genova, Roberto Spera, durante il convegno “Genova Circolare”, sottolinea come la raccolta differenziata rappresenti un presidio attivo contro l’illegalità e un investimento nel futuro della città.
L’imminente campagna di comunicazione, frutto della collaborazione tra Amiu, Conai e il Comune di Genova, non si propone solo di informare, ma di instaurare un nuovo “contratto sociale” basato sulla sostenibilità e sull’eco-socialità.
L’iniziativa, distribuita a livello municipale, mira a coinvolgere l’intera popolazione, con un’attenzione particolare rivolta alle nuove generazioni, considerate i principali artefici di un cambiamento culturale duraturo.
Diventare “ambasciatori” di questi valori significa comprendere che la corretta gestione dei rifiuti non è un obbligo, ma un atto di cittadinanza attiva.
La tracciabilità dei rifiuti, resa possibile dalla differenziata, costituisce un baluardo contro le filiere illegali, spesso infiltrate dalla criminalità organizzata.
Queste attività clandestine, che operano al di fuori dei controlli, sottraggono risorse preziose all’economia legale e danneggiano l’ambiente.
La differenziata, al contrario, assicura che i materiali recuperati siano correttamente gestiti e valorizzati, generando benefici economici e ambientali.
Gli obiettivi futuri delineati da Spera si proiettano verso il raggiungimento delle rigorose direttive europee, una premessa indispensabile per affrontare la complessa sfida del fine ciclo dei materiali e l’implementazione di tecnologie innovative.
Questo significa non solo aumentare le percentuali di raccolta differenziata, ma anche ottimizzare i processi di trattamento e recupero, trasformando i rifiuti in risorse preziose.
Il percorso verso un’economia circolare richiede un impegno costante, investimenti mirati e, soprattutto, una profonda trasformazione culturale che coinvolga tutti i cittadini.
La sfida è quella di abbandonare la logica del consumismo e dell’usa e getta, abbracciando un modello di sviluppo sostenibile che preservi le risorse per le generazioni future e contribuisca a costruire una società più giusta e resiliente.
Il futuro di Genova, e dell’Italia intera, dipende dalla capacità di trasformare i rifiuti in opportunità.








