sabato 28 Febbraio 2026

Solidarietà controversa: Spaccatura politica ad Alba per il caso Roggero

Un atto di solidarietà controversa scuote la politica albese: otto consiglieri comunali dell’opposizione si sono schierati apertamente a sostegno di Mario Roggero, il gioielliere lamorrese condannato a quattordici anni e nove mesi di reclusione in appello per l’omicidio di due rapinatori e il tentato omicidio del loro autista.

L’iniziativa, promossa dal consigliere leghista Lorenzo Barbero, si concretizza nella devoluzione del gettone di presenza derivante dall’ultima seduta consiliare a Roggero, un gesto che evidenzia una profonda spaccatura nel panorama politico locale.

A questa dimostrazione di sostegno hanno aderito esponenti di spicco del centrodestra albese, tra cui l’ex sindaco Carlo Bo, figura di riferimento nella storia politica della città, e Carlotta Boffa, già vicesindaco durante l’amministrazione Bo e aspirante sindaco alle recenti elezioni.

La loro presa di posizione non si limita a un mero gesto simbolico: i consiglieri si sono recati personalmente a Grinzane Cavour, presso la gioielleria gestita da Roggero e dalla moglie, per manifestare la loro vicinanza e offrire un supporto concreto.
L’azione di Barbero, e dei consiglieri che lo hanno seguito, assume un significato politico più ampio, sottolineando l’assenza di partecipazione e la presunta mancanza di sensibilità da parte dei colleghi della maggioranza di centrosinistra, i quali non hanno condiviso l’iniziativa.

La vicenda Roggero, infatti, tocca temi profondi come la legittima difesa, la sicurezza dei commercianti, e il ruolo della giustizia di fronte a situazioni estreme.

La vicenda è intrisa di una complessità giuridica e finanziaria.
Dopo il verdetto d’appello, Roggero aveva lanciato una raccolta fondi per affrontare le ingenti spese legali, un’iniziativa che, in precedenza, era stata bloccata dal tribunale del riesame di Torino.
Il provvedimento, che aveva comportato il sequestro del conto corrente e il divieto di espatrio, aveva alimentato sospetti riguardanti una presunta fuga del gioielliere in Tunisia, ipotizzata a seguito del trasferimento di cinquantamila euro su un conto estero.
Questo episodio aveva sollevato dubbi sulla potenziale evasione del condannato, aggiungendo un ulteriore strato di controversia alla vicenda.

La presa di posizione dei consiglieri dell’opposizione, pertanto, va oltre un semplice atto di solidarietà: si tratta di una dichiarazione di intenti, una critica alla gestione della giustizia e un’affermazione dei valori che, secondo loro, devono guidare l’azione politica a tutela dei cittadini e delle loro attività.
La vicenda solleva interrogativi cruciali sul delicato equilibrio tra il diritto alla difesa, la presunzione di innocenza e la necessità di garantire la sicurezza pubblica.

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