Il Teatro Lirico di Cagliari, nel suo slancio verso una rinnovata connessione con il territorio e, in particolare, con le nuove generazioni, ha sperimentato un’innovativa formula di avvicinamento al pubblico.
L’iniziativa, denominata “Aperitivo con l’Opera”, ha visto il coinvolgimento di Francesco Lampis, giovane musicofilo cagliaritano di trent’anni, incaricato di guidare il pubblico attraverso un percorso di scoperta di *Otello* nell’ambiente informale dell’Exma.
Il risultato è stato incoraggiante.
Il sovrintendente Andrea Cigni ha rilevato un incremento significativo di spettatori under 30 alle repliche, un segnale tangibile dell’efficacia della nuova strategia volta a demistificare la lirica e renderla più accessibile.
Lampis, con un approccio dinamico e coinvolgente, ha trascendentato la tradizionale presentazione operistica, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e multidisciplinare.
La sua esposizione, intrisa di ironia, erudizione e passione, ha delineato la genesi dell’opera verdiana, ripercorrendo il trionfo della prima rappresentazione alla Scala nel 1887.
Ha ricostruito l’atmosfera dell’evento storico, omaggiando figure emblematiche come Francesco Tamagno, il leggendario interprete di Otello, e Victor Maurel, acclamato baritono che diede voce a Iago, l’incarnazione del male manipolatore.
L’esposizione di Lampis non si è limitata a una cronologia degli eventi; ha sapientemente intrecciato aneddoti, citazioni pertinenti, letture significative tratte dal libretto di Boito e immagini evocative proiettate sullo schermo.
Ma il suo contributo più significativo è stato forse la capacità di creare un ponte tra il passato e il presente, evidenziando le inquietanti risonanze dell’opera con le problematiche attuali.
Ha sottolineato, con particolare acutezza, come la cronaca di un femminicidio narrata da Verdi continui a riflettere i drammi della violenza e del sopruso di genere.
L’analisi si è poi estesa al rapporto simbiotico tra musica e testo, un elemento cruciale per comprendere la profondità psicologica dei personaggi, un aspetto che Verdi seppe rendere sorprendentemente moderno.
Lampis ha dedicato ampio spazio all’esplorazione della figura di Giuseppe Verdi, non solo come compositore, ma come intellettuale e figura di riferimento nel panorama culturale del Risorgimento.
La formazione di Lampis, arricchita da una laurea in Lettere moderne all’Università di Cagliari e da un master in Regia dell’Opera lirica alla Verona Accademia per l’Opera – dove ha approfondito l’analisi di *Madama Butterfly* di Puccini – e da una specializzazione in storia del costume presso la Camera della Moda Sardegna, gli ha fornito una solida base per affrontare l’opera da prospettive diverse, unendo rigore accademico e sensibilità artistica.
Questo approccio interdisciplinare ha permesso di illuminare aspetti meno noti dell’opera e di offrire al pubblico una comprensione più ampia e sfaccettata del capolavoro verdiano.
L’iniziativa si propone ora di replicare questo modello di divulgazione con altre opere, consolidando il legame tra il Teatro Lirico e il suo pubblico.







