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Termovalorizzatore in Marche: Verdi chiedono revisione progetto

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L’alleanza Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) sollecita una profonda revisione della strategia regionale marchigiana in merito alla realizzazione del termovalorizzatore, un progetto annunciato dalla giunta Acquaroli che solleva criticità significative.
Il consigliere Andrea Nobili ha formalizzato un’interpellanza che mira a verificare la conformità normativa e la coerenza programmaticca dell’iniziativa, evidenziando come una scelta di tale portata possa impattare sul futuro del sistema di gestione dei rifiuti.
La costruzione di un impianto di termovalorizzazione di grandi dimensioni comporta un vincolo tecnologico ed economico di lunga durata.
La sua sostenibilità finanziaria, infatti, dipende dall’afflusso costante di rifiuti residui, una condizione intrinsecamente contrastante con gli obiettivi di prevenzione della produzione di rifiuti e di potenziamento della raccolta differenziata.

Le Marche, con una percentuale di raccolta differenziata già elevata (72%), dovrebbero concentrare le proprie risorse sull’ottimizzazione dei processi di riciclo e, soprattutto, sulla riduzione drastica della frazione di rifiuto indifferenziato, perseguendo una diminuzione quantitativa e un miglioramento qualitativo dei materiali avviati a recupero.

Inoltre, l’annuncio di progetti impiantistici di tale portata, attraverso canali mediatici, appare improprio e riduttivo, mancando di trasparenza e di un adeguato dibattito pubblico.

È imperativo verificare se la scelta del termovalorizzatore sia effettivamente supportata dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e dalla Valutazione Ambientale Strategica, con particolare attenzione ai criteri di localizzazione e all’analisi delle alternative.
Gianluca Carrabs, esponente di Europa Verde, stigmatizza l’approccio regionale marchigiano come un retaggio di modelli obsoleti, tipici degli anni ’70, che vedono discariche e termovalorizzatori come soluzioni prioritarie.

In un’ottica di economia circolare, l’incenerimento di rifiuti è una pratica anacronistica, appartenente a un paradigma lineare che ignora il potenziale delle risorse contenute nei materiali di scarto.
I rifiuti, infatti, non devono essere considerati come un problema da eliminare, ma come una fonte di materie prime secondarie, capaci di generare nuove opportunità economiche e contribuire alla creazione di posti di lavoro.

In alternativa al modello termovalorizzatore, AVS promuove un approccio innovativo basato sulla biodigestione anaerobica, che consente di trasformare i rifiuti organici in biogas, una fonte di energia rinnovabile, e compost di alta qualità, utilizzabile in agricoltura.

Inoltre, si sostiene lo sviluppo di centri di riciclo e riuso, che favoriscono il recupero di materiali e prodotti, riducendo la dipendenza dalle materie prime vergini.
La visione promossa è quella di una gestione dei rifiuti decentralizzata, attraverso piccoli impianti di comunità, che rispondano alle esigenze specifiche del territorio e promuovano la partecipazione attiva dei cittadini.

Questo modello contrasta con la logica delle grandi strutture centralizzate, spesso inefficienti e scarsamente integrate nel tessuto sociale.
La transizione verso un’economia circolare richiede un cambio di paradigma, che veda la gestione dei rifiuti come un’opportunità per costruire un futuro più sostenibile e resiliente.

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