sabato 10 Gennaio 2026

Tragica scomparsa di Matilde: lutto e indagini ad Asti

La comunità di Asti è scossa da un lutto profondo, segnato dalla tragica scomparsa di Matilde Baldi, giovane studentessa universitaria strappata alla vita a soli vent’anni.

La sua morte, avvenuta il 16 dicembre all’ospedale di Alessandria, è il doloroso epilogo di un incidente stradale avvenuto l’11 dicembre sull’autostrada Asti-Cuneo, un evento che sta gettando una luce inquietante su dinamiche di pericolose trasgressioni stradali.
Franco Vacchina, titolare di un’attività commerciale nel settore degli pneumatici, si trova attualmente agli arresti domiciliari, in seguito alla richiesta della Procura di Asti, che coordina le indagini per far luce sulla ricostruzione completa dei fatti e sull’attribuzione delle responsabilità.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso a seguito del rischio di inquinamento probatorio, emerso quando l’uomo è stato sorpreso a tentare di accedere alla propria Porsche 911 GT3 RS, veicolo sottoposto a sequestro e sotto custodia giudiziaria.

La sera della tragedia, Matilde, dopo aver terminato il turno di lavoro al Caffè Vergnano all’interno del centro commerciale ‘Il Borgo’, stava rientrando a casa con la madre, Elvia, a bordo di una Fiat 500.
L’impatto, avvenuto a breve distanza da Asti, ha sconvolto la dinamica del viaggio e ha avuto conseguenze devastanti.
La testimonianza della madre, ancora profondamente segnata dalla sofferenza, descrive un momento di terrore: “Ho visto una luce fortissima alle spalle e mi sono sentita volare via, mi sono ritrovata a parecchi metri di distanza con il muso dell’auto rivolto nel senso opposto di marcia”.
L’impatto, a velocità stimata superiore ai 212 chilometri orari, ha proiettato Matilde contro l’abitacolo, causando lesioni gravissime alla testa.

Nonostante i tempestivi soccorsi, l’elisoccorso e le complesse procedure di supporto vitale intraprese all’ospedale di Alessandria, la giovane non ha potuto essere salvata.

Un gesto di grande umanità ha visto la famiglia autorizzare la donazione degli organi di Matilde, un atto che ha offerto una seconda possibilità a quindici persone.

La madre, anch’essa rimasta ferita, dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione e ulteriori interventi chirurgici.
Le indagini, condotte dalla Polizia Stradale di Bra sotto la direzione della Procura di Asti, hanno portato alla luce un quadro allarmante: una presunta corsa clandestina tra due vetture di lusso.

Franco Vacchina e Davide Bertello, piccolo imprenditore del Chierese, sarebbero stati coinvolti in una sfida di velocità che si sarebbe consumata inizialmente sulle vie cittadine di Asti, con l’utilizzo di due Porsche noleggiate.

Il percorso e la velocità delle auto sono ora oggetto di analisi dei filmati di videosorveglianza.

Durante l’imprudente competizione, i due avrebbero incrociato la Fiat 500 con madre e figlia a bordo.
Bertello è riuscito ad evitare l’impatto, mentre Vacchina, a velocità inaccettabile, ha tragicamente colpito la vettura.
Immediatamente dopo l’incidente, Bertello si è allontanato, presentandosi in seguito alla Polstrada, mentre Vacchina ha tentato di prestare soccorso.
La madre di Matilde ha riferito di aver sentito l’uomo dichiarare: “Non si preoccupi signora, è tutta colpa mia”.

Il funerale di Matilde, celebrato a Montegrosso d’Asti il 20 dicembre, ha visto una folla commossa raccogliersi in un silenzioso omaggio, accompagnata dalle note malinconiche di “Favola”, il brano di Eugenio Finardi che il padre le cantava da bambina per favorire il sonno.

L’accaduto solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza stradale, sulla pericolosità delle competizioni illegali e sulla necessità di rafforzare i controlli per prevenire simili tragedie.

L’inchiesta è in corso per accertare con precisione le responsabilità e ricostruire completamente la dinamica di una sera che ha spezzato una giovane vita e lasciato un vuoto incolmabile nella comunità.

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