A poche tappe dalla conclusione della Dakar Classic, un crogiolo di storia e sfida che culminerà sabato a Yanbu, in Arabia Saudita, Josef Unterholzner e Franco Gaioni continuano a rappresentare l’eccellenza italiana nel panorama automobilistico mondiale.
La loro tenace performance li mantiene saldi al terzo posto nella classifica generale, una testimonianza di resilienza e abilità strategica in un contesto di competizione estrema.
La nona tappa, appena conclusa, ha visto l’affermazione della coppia francese Goublin e Sousa, un monito costante per tutti i contendenti.
L’equipaggio altoatesino, orgogliosamente sostenuto dall’R Team, ha tagliato il traguardo al decimo posto, a 31 lunghezze dai leader, un distacco che, pur significativo, non preclude loro la possibilità di una rimonta.
La costanza è il tratto distintivo che contraddistingue Unterholzner e Gaioni, che si sono aggiudicati un posto sul podio per la terza volta consecutiva.
Raisys e Marques, i leader indiscussi, accumulano un vantaggio di 252 punti, ma la classifica, nel contesto della Dakar, è un organismo in continua evoluzione.
Alle loro spalle, la quarta posizione è agguerrita, a soli 32 punti, un fattore che alimenta la suspense e l’incertezza per le tappe conclusive.
Il coinvolgimento dell’R Team non si limita all’equipaggio principale.
Altre due vetture, entrambe Porsche di proprietà di imprenditori regionali, hanno onorato la competizione con risultati significativi.
Paolo Fellin e Werner Gramma si sono classificati cinquantesimi, mentre Lorenzo Delladio e Guido Guerrini, pur sfidando le avversità del percorso, hanno conquistato l’ottantesima posizione.
Questa varietà di risultati riflette la complessità della Dakar, dove l’affidabilità meccanica, la strategia di navigazione e la gestione delle risorse umane si intrecciano in un equilibrio delicato.
Il manager delle Acque Plose, Fellin, si posiziona al cinquantacinquesimo posto, mentre il pilota e presidente di Confindustria di Trento, Delladio, ha subito un lieve arretramento, scivolando al trentesimo posto, un segnale che evidenzia la ferrea competizione e la necessità di un’attenta pianificazione per mantenere la posizione in classifica.
La Dakar Classic, più che una semplice gara, è un banco di prova per uomini e macchine, un’epopea che celebra l’ingegno, il coraggio e la passione per l’avventura.

