Veneto, un mosaico di eccellenze e sfide nella gestione dei rifiuti: analisi e prospettiveIl Veneto si presenta, al termine del 2024, come una regione impegnata in un percorso di ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani, un processo che rivela un quadro complesso e sfaccettato.
Nonostante un lieve calo (otto comuni in meno) rispetto al 2023, il territorio veneto continua a contare un significativo numero di comuni virtuosi, 211 quelli che superano la soglia dei 80 kg di rifiuto residuo per abitante (definiti “ricicloni”) e ben 92 quelli che si attestano sotto i 75 kg, raggiungendo un totale di 303 su 560.
Questi risultati, presentati nel corso della decima edizione di Ecoforum Veneto, testimoniano un impegno diffuso, seppur con performance disomogenee.
Un elemento chiave per comprendere l’andamento complessivo è l’incremento della produzione pro capite dei rifiuti, segnato da un +3,1% rispetto all’anno precedente, portando la media a 459 kg per abitante.
Questa tendenza, apparentemente contraddittoria rispetto all’aumento dei comuni virtuosi, evidenzia la necessità di un’analisi più approfondita delle dinamiche sottostanti, che potrebbero essere legate a cambiamenti nelle abitudini di consumo, nell’offerta commerciale e nella gestione degli eventi.
L’eccellenza si concentra nei piccoli comuni, dove la coesione sociale e la vicinanza tra cittadini e amministrazione favoriscono un approccio più consapevole e responsabile.
Possagno (Treviso), Colle Umberto (Treviso) e Revine Lago (Treviso) si distinguono per performance notevoli, con percentuali di raccolta differenziata che superano il 90% e quantità di rifiuto residuo particolarmente contenute.
Questo dato suggerisce che le strategie di sensibilizzazione e le iniziative di coinvolgimento civico, spesso più efficaci nelle comunità più piccole, giocano un ruolo cruciale nel successo della gestione dei rifiuti.
I Consigli di bacino, organismi che gestiscono la raccolta e il trattamento dei rifiuti a livello territoriale, riflettono anch’essi questa polarizzazione.
Sinistra e Destra Piave (Treviso) si confermano leader, grazie a un’efficace combinazione di infrastrutture avanzate, campagne di comunicazione mirate e un forte senso di responsabilità collettiva.
Il divario con il Consiglio di bacino di Verona Città, ultimo in classifica, solleva interrogativi sulle disomogeneità regionali e sulla necessità di un supporto mirato per i territori in maggiore difficoltà.
Le performance dei comuni ad alta pressione turistica, un’ulteriore lente attraverso cui analizzare la gestione dei rifiuti, rivelano un impegno significativo, ma anche delle sfide particolari.
Abano Terme (Padova), Cavallino-Treporti (Venezia) e Bardolino (Verona) si distinguono per percentuali di riciclo elevate, frutto di un’attenzione costante alla sensibilizzazione dei visitatori e alla gestione dei flussi turistici.
Il panorama veneto non è esente da criticità.
La presenza di “comuni ricicloni” in diminuzione, sebbene indicativa di un miglioramento, sottolinea la necessità di accelerare il processo di transizione verso un’economia circolare e di ridurre la produzione di rifiuti alla fonte.
L’impegno verso un miglioramento delle prestazioni dei comuni con performance inferiori, con particolare attenzione ai piccoli centri e alle aree montane, rappresenta una priorità.
La riflessione sui comuni con bassa performance, come quelli individuati nella sezione relativa ai “ricicloni” in diminuzione, necessita di un’analisi approfondita delle cause e di un piano d’azione mirato.
L’analisi del rapporto evidenzia l’importanza di monitorare costantemente i dati, di condividere le buone pratiche e di promuovere la collaborazione tra enti locali, associazioni di categoria e cittadini.
Il percorso verso una gestione sostenibile dei rifiuti è un impegno continuo, che richiede un approccio integrato e una visione di lungo termine.
L’innovazione tecnologica, la sensibilizzazione pubblica e la responsabilizzazione individuale sono i pilastri fondamentali di questa sfida, che guarda al futuro del territorio veneto.






